La campagna di raccolta fondi avviata da Il Fatto Alimentare per coprire le spese legali relative alla disputa con San Benedetto ha superato i 19 mila euro, raggiungendo più della metà dell'obiettivo prefissato di 30 mila euro. Un risultato che ha superato le aspettative e che l'organizzazione attribuisce al generoso supporto dei donatori, invitandoli a continuare a promuovere l'iniziativa. Si sottolinea l'importanza di condividere la raccolta tra amici e conoscenti per raggiungere il traguardo completo.
Viene fornita una spiegazione dettagliata sull'utilizzo dei fondi. Le spese legali per il primo grado di giudizio ammontano a 18 mila euro. Nonostante una sentenza favorevole nel merito, il giudice ha riconosciuto a San Benedetto un contributo alle spese legali de Il Fatto Alimentare di soli 10 mila euro, una somma ritenuta sproporzionata rispetto al valore della causa (1,5 milioni di euro). Pertanto, restano da coprire 8 mila euro di spese pregresse, e la sentenza riguardante la liquidazione delle spese legali è stata impugnata. L'organizzazione confida di ottenere un rimborso integrale delle spese nel processo d'appello attualmente in corso.
L'obiettivo è garantire un giornalismo indipendente e trasparente. Se l'esito del ricorso sarà positivo e le spese verranno rimborsate completamente, le somme eccedenti saranno destinate a sostenere Il Fatto Alimentare, contribuendo a mantenere un'informazione gratuita e al servizio dei consumatori, come è stato negli ultimi sedici anni. Sarà garantita la massima trasparenza sull'impiego di tutti i fondi ricevuti.
Questo impegno non solo mira a tutelare i diritti legali, ma rafforza anche il ruolo del giornalismo indipendente come baluardo della verità e strumento indispensabile per una cittadinanza informata e consapevole. Ogni contributo, piccolo o grande, si traduce in un sostegno concreto alla libertà di stampa e alla capacità di un'organizzazione di difendere il proprio lavoro a beneficio della collettività.
