In occasione dell'ottavo centenario della scomparsa di San Francesco, l'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) ha promosso ad Assisi un significativo convegno dal titolo “Patto di San Francesco. Animali, persone, territorio: l’equilibrio del Creato”. L'evento, tenutosi il 4 ottobre, data dedicata al Santo, ha riunito un vasto gruppo di specialisti, inclusi antropologi forensi, veterinari, parassitologi, educatori cinofili, giuristi e pedagogisti, per un confronto multidisciplinare focalizzato sul riconoscimento della dignità e dei diritti degli animali. L'iniziativa ha sottolineato l'importanza di superare le metodologie tradizionali basate sul controllo e la reclusione, per adottare un approccio scientifico che tuteli la biodiversità e promuova un lessico appropriato nella discussione sugli animali.
Le sessioni di lavoro hanno evidenziato la necessità di un'alleanza tra istituzioni, mondo scientifico e associazioni per una custodia, coesistenza e rispetto reciproco di tutte le forme di vita. Sono state presentate proposte innovative, tra cui la creazione di un dizionario terminologico per un uso corretto delle parole quando si parla di animali, da diffondere anche nelle scuole. Il “Patto di San Francesco” si propone quindi come un manifesto universale per i diritti e il benessere degli animali, mirato a stimolare un cambiamento concreto e duraturo nella percezione e nel trattamento degli esseri viventi e del loro habitat.
La Scienza al Servizio degli Animali e il Nuovo Lessico
Durante il convegno, è emersa con forza l'esigenza di applicare la ricerca scientifica per il bene degli animali, abbandonando logiche di mero dominio e prigionia. La presidente nazionale ENPA, Giusy D’Angelo, ha evidenziato come l'organizzazione creda fermamente nei dati e nella necessità di un approccio oggettivo per operare un cambiamento sistemico. Il dibattito ha coinvolto figure di spicco come Carla Rocchi, già presidente ENPA, e Cristina Cattaneo, antropologa forense, le quali hanno interpretato la figura di San Francesco come un precursore di una visione orizzontale della vita, sovvertendo le gerarchie tradizionali. La dott.ssa Cattaneo ha inoltre illustrato come la medicina legale possa contribuire alla tutela animale, equiparando le reazioni tessutali degli animali a quelle umane di fronte a maltrattamenti, e sottolineando come la perdita di un animale domestico scateni reazioni cerebrali simili a quelle per la perdita di un familiare. La discussione ha toccato anche l'evoluzione del linguaggio, con la condanna di espressioni riduttive come “è solo un animale”, promuovendo un lessico più rispettoso.
Il confronto scientifico ha messo in luce l'importanza di integrare diverse discipline per una comprensione più profonda e un'azione più efficace in difesa degli animali. La visione di San Francesco, che ribaltò le concezioni gerarchiche del suo tempo, è stata richiamata come ispirazione per un futuro in cui animali e umani siano considerati sullo stesso piano di dignità. Le scoperte nel campo della medicina legale, presentate dalla dott.ssa Cattaneo, hanno dimostrato in modo inequivocabile la sofferenza degli animali e l'attivazione di aree cerebrali legate agli affetti, rafforzando l'argomentazione a favore del riconoscimento dei loro diritti. Si è discusso dell'introduzione del reato di tortura nel Codice penale e della riforma sulla violenza sessuale, come esempi di come l'evidenza scientifica possa guidare il progresso legislativo. La revisione del linguaggio è stata proposta come un passo fondamentale per plasmare una cultura più consapevole e rispettosa, dove parole come “carcassa” vengano sostituite da “cadavere” per evitare la reificazione degli animali.
Verso una Comunità che Protegge e Custodisce la Biodiversità
Il convegno ha esplorato il concetto di una “comunità che protegge”, sottolineando il ruolo delle forze dell'ordine, dei veterinari delle ASL e delle associazioni nella tutela degli animali. La Fondazione Cave Canem ha presentato la sua missione, che unisce la protezione animale all'inclusione sociale, finanziando percorsi di formazione per giovani provenienti da contesti difficili e occupandosi della custodia di animali vittime di reati come i combattimenti clandestini. Questo approccio evidenzia come la prevenzione della crudeltà verso gli animali possa contrastare anche la devianza giovanile e l'isolamento sociale. Le associazioni come Stray Dogs hanno condiviso la loro decennale esperienza nello studio dei cani liberi, evidenziando che non esiste una soluzione universale per la gestione del randagismo e che ogni intervento deve essere adattato alle specificità territoriali e sociali. È stata ribadita l'importanza di considerare i rifugi non come luoghi di reclusione, ma come opportunità per la comunità e per la reimmissione degli animali nel loro ambiente naturale, riducendo le nascite e consentendo loro di vivere liberi.
Il dibattito si è poi esteso alla conservazione della biodiversità, con un videomessaggio del naturalista Emanuele Biggi che ha richiamato l'interdipendenza tra tutti gli esseri viventi e le regole ecologiche. Massimo Floris, direttore sanitario del CRAS ENPA di Perugia, ha illustrato la crescita esponenziale dell'attenzione verso la biodiversità, evidenziata dal successo dei Centri Recupero Animali Selvatici. David Ranucci, direttore del Centro di ricerca veterinario sulla fauna selvatica dell'Università di Perugia, ha sottolineato la problematicità del rapporto uomo-fauna, aggravata da specie aliene e cambiamenti climatici, e ha evidenziato come la natura, se lasciata a se stessa, non sempre riesca a ripristinare la biodiversità originale. La parassitologa Fabrizia Veronesi ha mostrato come i parassiti possano essere indicatori rapidi delle trasformazioni ambientali, con esempi quali l'Ascaride del procione e la rogna sarcoptica. Simona Cupelloni, direttrice tecnica del CRAS ENPA di Perugia, ha enfatizzato la cura a 360 gradi degli animali selvatici in cattività, legando la loro salute alla stabilità degli ecosistemi secondo il concetto di One Health. Andrea Brutti, referente ENPA per la fauna selvatica, ha evidenziato la necessità di finanziamenti per i centri di recupero e ha espresso preoccupazione per una riforma legislativa che potrebbe “mercificare la fauna”, richiamando l'articolo 9 della Costituzione che tutela gli animali anche per le future generazioni. Infine, Laura Contalbrigo dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha posto l'accento sui concetti di dignità, diritti e responsabilità individuale e collettiva per una nuova convivenza tra le specie, invitando a riflettere su ciò che possiamo offrire agli altri esseri viventi, piuttosto che su ciò che possiamo trarne.
