La Commissione Europea ha espresso perplessità riguardo alla normativa italiana che mira a promuovere l'uso di imballaggi biodegradabili e compostabili, introducendo deroghe al principio generale di riciclabilità. Queste osservazioni, sebbene non sospendano l'applicazione della legge, sollevano questioni sulla sua piena armonia con il quadro normativo europeo, in particolare con il Regolamento (UE) 2025/40 e la Direttiva sulla plastica monouso. Il dibattito evidenzia la tensione tra la volontà di sostenere le filiere industriali nazionali e la necessità di rispettare gli obiettivi ambientali comunitari, con Assobioplastiche che sottolinea l'importanza di salvaguardare l'innovazione e la capacità di gestione dei rifiuti organici in Italia.
La Commissione Europea ha richiesto al Governo italiano di fornire delucidazioni in merito a una normativa nazionale che intende stabilire requisiti di biodegradabilità e compostabilità per specifiche tipologie di imballaggi plastici usa e getta. Tale richiesta si inserisce nel contesto della procedura di notifica prevista dalla direttiva (UE) 2015/1535, che permette agli enti comunitari e agli altri Stati membri di esaminare le nuove regolamentazioni tecniche. Le osservazioni, pur non impedendo l'avanzamento del decreto italiano, mettono in luce alcune aree di possibile discordanza con le disposizioni europee vigenti. L'obiettivo dell'Italia è infatti quello di modificare il proprio Testo unico ambientale, derogando al principio di riciclabilità universale delineato dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), in favore di soluzioni compostabili per determinate applicazioni.
Le Richieste di Chiarimento sul Regolamento Imballaggi
Le autorità europee hanno evidenziato la necessità di ulteriori dettagli riguardo la proposta italiana, soprattutto per quanto concerne la sua compatibilità con l'articolo 9 del Regolamento Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio (PPWR). Questo articolo consente agli Stati membri di imporre l'utilizzo di imballaggi compostabili solo a condizione che tale obbligo fosse già esistente prima della data di entrata in vigore del regolamento, fissata al 12 agosto 2026. La proposta italiana, invece, prevede l'applicazione delle nuove norme dal 1° gennaio 2030, una discrepanza che ha spinto Bruxelles a chiedere spiegazioni. Inoltre, la Commissione ha interrogato l'Italia su come intenda assicurare la corretta raccolta e gestione degli imballaggi compostabili, specialmente quando questi diventano rifiuti in altri Paesi membri che potrebbero non disporre di infrastrutture di compostaggio adeguate. Questo punto sottolinea la preoccupazione per la frammentazione del mercato interno e per la potenziale inefficacia del sistema di gestione dei rifiuti se non supportato da un'infrastruttura transfrontaliera.
La Commissione Europea ha espresso la necessità di chiarimenti significativi in relazione alla proposta di legge italiana sugli imballaggi compostabili, focalizzandosi su due aspetti principali. In primo luogo, ha sollevato dubbi sulla tempistica di applicazione delle nuove disposizioni italiane rispetto al Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR). L'articolo 9 del PPWR stabilisce che la deroga per l'uso di imballaggi compostabili è valida solo se l'obbligo era già in vigore prima del 12 agosto 2026. Dato che la legge italiana prevede l'entrata in vigore dal 1° gennaio 2030, la Commissione ha chiesto spiegazioni su questa discordanza temporale. In secondo luogo, Bruxelles ha interrogato il Governo italiano sulle strategie per garantire un corretto smaltimento degli imballaggi compostabili, in particolare come verranno gestiti in altri Stati membri che potrebbero non avere infrastrutture di compostaggio simili a quelle italiane. Questo aspetto è cruciale per prevenire che gli imballaggi compostabili si trasformino in un problema di smaltimento in contesti non attrezzati, vanificando i benefici ambientali attesi. Queste richieste di chiarimento mirano a garantire che la legislazione italiana sia pienamente allineata agli obiettivi e ai principi del Regolamento Europeo, promuovendo un approccio armonizzato alla gestione dei rifiuti e alla sostenibilità ambientale all'interno dell'Unione.
Le Implicazioni della Direttiva Sup e la Difesa di Assobioplastiche
La Commissione ha richiamato l'attenzione sulla Direttiva europea sulla plastica monouso (Sup), sottolineando che la definizione di plastica include anche i materiali biodegradabili e compostabili. Questo significa che gli imballaggi oggetto della proposta italiana rientrano comunque nell'ambito di applicazione della direttiva e devono rispettare i divieti e gli obiettivi di riduzione del consumo previsti. In questo contesto, Assobioplastiche si è fatta portavoce della difesa della normativa italiana, argomentando che essa è essenziale per la protezione dell'industria nazionale delle bioplastiche compostabili. L'associazione ritiene che la proposta offra una soluzione valida e sostenibile, soprattutto per settori come l'agroindustria e la grande distribuzione, che necessitano di imballaggi con specifiche funzionalità. Assobioplastiche ha inoltre evidenziato l'efficienza della filiera italiana nella gestione del fine vita degli imballaggi compostabili attraverso la raccolta differenziata dell'organico, auspicando una rapida conclusione dell'iter normativo per dissipare ogni incertezza per il settore.
La Commissione Europea ha ricordato all'Italia l'importanza di rispettare la Direttiva sulla plastica monouso (Sup), la quale definisce la plastica in modo tale da includere anche le varianti biodegradabili e compostabili. Di conseguenza, gli imballaggi interessati dalla legislazione italiana proposta devono comunque aderire ai divieti e agli obiettivi di riduzione del consumo stabiliti dalla direttiva, come ad esempio il divieto per alcuni prodotti e gli sforzi per diminuire l'uso di plastica monouso. La Commissione ha specificatamente chiesto chiarimenti per assicurarsi che i piatti monouso compostabili non vengano esclusi dai divieti già previsti dalla normativa europea. D'altra parte, Assobioplastiche ha fortemente sostenuto la proposta italiana, considerandola un mezzo cruciale per salvaguardare e promuovere l'industria nazionale delle bioplastiche compostabili. L'associazione ha argomentato che questa legislazione è fondamentale per offrire un'alternativa valida e sostenibile agli imballaggi monouso in plastica, soprattutto per settori che richiedono soluzioni di packaging con funzionalità e caratteristiche specifiche. Assobioplastiche ha anche evidenziato la consolidata capacità dell'Italia nella gestione del compostaggio degli imballaggi attraverso la raccolta differenziata, sottolineando che le osservazioni della Commissione non compromettono il calendario legislativo. L'auspicio è che il percorso normativo si concluda entro l'11 agosto, fornendo così certezza e stabilità all'intera filiera.
