Le decisioni controverse che scuotono la Provincia di Bolzano
Il contesto degli abbattimenti: due lupi uccisi in meno di due mesi
Questa recente misura, eseguita dal Corpo Forestale provinciale, si inserisce in un quadro di ripetuti attacchi al bestiame registrati nelle malghe Fojedöra e Sennes. Questo episodio segue a breve distanza il primo abbattimento autorizzato, avvenuto il 5 luglio nella stessa area. Le autorità locali hanno documentato 11 ulteriori predazioni tra il 1° luglio e il 28 agosto, con la perdita di 9 pecore e 2 capre, portando l'amministrazione provinciale a stabilire per il 2026 un limite massimo di tre abbattimenti di lupi nel territorio altoatesino.
La vibrante risposta delle organizzazioni per la protezione degli animali
L'attuazione del decreto ha immediatamente suscitato una dura reazione da parte delle principali associazioni ambientaliste. Gianluca Catullo, responsabile specie e habitat di WWF Italia, ha apertamente messo in discussione la validità scientifica della decisione presa dalla giunta provinciale, affermando che se le predazioni persistono anche dopo l'eliminazione di un lupo, l'abbattimento non rappresenta una soluzione efficace al problema. Anche la LAV ha prontamente espresso la sua posizione attraverso le parole di Federico Crisetig, rappresentante dell'area animali selvatici, sottolineando l'illegittimità dei decreti emanati dal Presidente Kompatscher, poiché essi implicano un declassamento dello stato di protezione dei lupi, specie che in Italia è ancora rigorosamente tutelata dalla Legge 157/1992.
L'assenza di strategie preventive: un punto dolente nelle contestazioni
Al centro delle critiche mosse dagli attivisti vi è la manifesta carenza di strategie non letali implementate prima di ricorrere all'uso delle armi. Le verifiche condotte nelle strutture di alpeggio colpite dagli attacchi hanno evidenziato la presenza di due pastori per la sorveglianza diurna e il ricovero notturno del bestiame, ma non è stato riscontrato l'impiego di recinzioni elettrificate o cani da guardiania. Sebbene il provvedimento provinciale giustifichi l'intervento richiamando la necessità di tutelare l'economia agropastorale e il paesaggio culturale, valori primari riconosciuti dalla Costituzione, WWF Italia e LAV ribadiscono che la legislazione e la Direttiva 92/43/CEE consentono deroghe alla protezione delle specie solo a seguito di una comprovata inefficacia delle misure preventive.
La LAV annuncia ricorso alla Commissione Europea per la gestione dei lupi
Le tempistiche serrate di attuazione dei decreti, eseguiti a brevissima distanza dalla loro pubblicazione, hanno impedito alle associazioni di presentare ricorsi tempestivi alla magistratura amministrativa per richiedere la sospensione dei provvedimenti. Di fronte a questo ostacolo procedurale, la LAV ha annunciato l'intenzione di sottoporre la questione alle istituzioni europee per denunciare la condotta dell'amministrazione locale. L'associazione ha dichiarato che i lupi abbattuti meritano giustizia e che porterà all'attenzione della Commissione Europea la gestione critica della coesistenza con i lupi adottata dalla Provincia di Bolzano, un approccio che si ispira al discutibile modello austriaco. La tutela degli animali non umani, secondo la LAV, è un principio costituzionale italiano inalienabile, che non può essere sacrificato né per interessi economici degli allevatori né, tantomeno, per il consenso politico.
