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Il Capolavoro Barocco di Borromini, Sant'Ivo alla Sapienza, Riapre Gratuitamente al Pubblico a Roma Dopo Anni di Restauri

Oct 29, 2026•7 Min di Lettura

Dopo anni di silenzio e di inaccessibilità al pubblico, la magnifica Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, capolavoro del celebre architetto Francesco Borromini, è stata riconsegnata alla città di Roma. Questo simbolo dell'arte barocca, riconoscibile per la sua iconica lanterna a spirale che si staglia sul profilo urbano, è ora nuovamente fruibile gratuitamente, offrendo ai visitatori l'opportunità di immergersi nella sua straordinaria bellezza. L'intervento di recupero ha rivelato dettagli sorprendenti e ripristinato l'intento cromatico originale dell'artista, rendendo l'esperienza ancora più autentica.

La Rinascita di un Gioiello Architettonico: Dettagli della Riapertura e del Restauro

Dal martedì 27 ottobre, la Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, situata a breve distanza da Piazza Navona, ha riaperto i suoi battenti, accogliendo i visitatori dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 13:30, con ingresso totalmente gratuito. Edificata a partire dal 1643, questa chiesa rappresenta una delle espressioni più innovative del Barocco romano. Borromini, con la sua ineguagliabile maestria, riuscì a plasmare uno spazio angusto all'interno del cortile del Palazzo della Sapienza, trasformandolo in una struttura architettonica di sorprendente complessità e armonia. La configurazione planimetrica dell'edificio, scaturita dall'intersezione di due triangoli equilateri, delinea una stella a sei punte, simbolo tradizionalmente legato alla Trinità. Questa geometria si traduce in un dinamico alternarsi di superfici concave e convesse, infondendo nell'ambiente un senso di perpetuo movimento. Elevando lo sguardo, la cupola a sei spicchi guida l'occhio verso l'apice, dove la celebre spirale si avvolge su sé stessa, culminando in una slanciata struttura che si protende verso il cielo. Questo elemento distintivo, profondamente differente dalle cupole convenzionali, ha consacrato Sant'Ivo come un'icona inconfondibile nel panorama romano, spesso interpretato come emblema dell'elevazione della conoscenza e della sapienza divina. Anche il pavimento, con le sue tarsie marmoree in bianco e nero, contribuisce all'intricato gioco geometrico concepito dal genio di Borromini.

Il minuzioso restauro, sotto la direzione della Soprintendenza speciale di Roma e finanziato dai fondi Pnrr Caput Mundi per un ammontare di circa due milioni e mezzo di euro, ha posto un'enfasi particolare sul recupero della palette cromatica. Borromini, infatti, aveva ideato una varietà di sfumature, da quelle più calde a quelle più fredde, che interventi precedenti avevano erroneamente ridotto a una tonalità grigia uniforme. La soprintendente Daniela Porro ha elogiato il restauro definendolo un'opera di “virtuosismo”, evidenziando come la scheda tecnica della Soprintendenza avesse rilevato superfici interne in stato avanzato di degrado, con estese perdite materiche. Un ulteriore recupero ha riguardato la grande pala d’altare di Pietro da Cortona, raffigurante sant’Ivo protettore degli indigenti, portata a termine dal suo allievo Giovanni Ventura Borghesi. L'opera, offuscata da vernici ossidate e da strati di sporco, è ora tornata alla sua originaria leggibilità e splendore.

La gestione delle visite sarà affidata ai volontari del Touring Club Italiano, nell'ambito del progetto Aperti per voi, grazie a un accordo stipulato con la Direzione generale Archivi del ministero della Cultura e la Diocesi di Roma. Come ha sottolineato il ministro Alessandro Giuli, Sant’Ivo rappresenta "una delle creazioni più originali del Barocco". Con la riapertura al pubblico, la chiesa, consacrata da Papa Alessandro VII il 16 novembre 1659, riprenderà anche le sue funzioni liturgiche.

La riapertura di Sant'Ivo alla Sapienza rappresenta un momento di grande significato per la cultura e l'arte. Ci ricorda il valore inestimabile del nostro patrimonio e l'importanza di investire nella sua conservazione, non solo per il godimento estetico, ma anche come fonte di ispirazione e conoscenza. L'impegno dei volontari nel rendere accessibile questo gioiello architettonico è un esempio brillante di come la comunità possa contribuire attivamente alla valorizzazione del bene comune.

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