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Il Cinemino di Cento: un'esperienza cinematografica intima in una vecchia cabina telefonica

Sep 17, 20265 Min di Lettura

La memoria collettiva si fonde con la modernità nel piazzale del supermercato Coop di via Bologna 2/4 a Cento, dove una struttura urbana dimenticata ha trovato una nuova e inaspettata esistenza. L'iniziativa è opera di Luca Sammartino e dell'associazione Tararì Tararera APS, attiva dal 2019 nella promozione artistica, con il sostegno del Consiglio di zona soci Coop Alleanza 3.0 di Ferrara. Ciò che un tempo era una comune cabina telefonica si è trasformata nel Cinemino, una piccola sala cinematografica tascabile, concepita per accogliere un unico spettatore alla volta.

Un piccolo schermo, un grande impatto: Il Cinemino di Cento

L'idea di recuperare questi spazi in disuso è nata nel 2023 da un'intuizione condivisa con Silvia Bidoli, con l'obiettivo di conservare un frammento di storia quotidiana, arricchendolo di nuovi significati. Non si tratta di un evento isolato: già nell'estate del 2024, nelle vicinanze di Porta Pieve, l'associazione aveva convertito un'altra cabina nel ProntoBook, un punto di scambio gratuito oggi parte della Biblioteca diffusa di Cento. Questo nuovo progetto rientra nell'ampio programma Risonanze – L'ascolto che cura, guidato dall'associazione Fra le Quinte, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l'intento di combattere la solitudine e promuovere l'aggregazione sociale.

Varcare la soglia di questa micro-struttura offre un'esperienza immersiva e del tutto originale, inserita tra gli eventi del Settembre Centese. Appena si entra, un sistema automatizzato modifica la luce esterna da verde a rosso, segnalando l'occupazione del Cinemino e garantendo la massima privacy. All'interno si trova una comoda poltroncina rossa, recuperata dallo storico Cinema Don Zucchini di Centocittà, affiancata da tessuti provenienti da Forni.

La tecnologia opera in sottofondo grazie al software sviluppato dall'ingegnere informatico Christian Pezzin. Sullo schermo appare immediatamente un QR code: basta inquadrarlo con lo smartphone per accedere a un portale dedicato, scegliere uno dei cortometraggi in programmazione, con una durata variabile da pochi secondi a 10 minuti, e godersi la proiezione in solitaria.

Al termine della visione, lo spettatore può persino lasciare un feedback sull'esperienza vissuta. Unendo elementi di riciclo e programmazione avanzata, il Cinemino ridefinisce il concetto di fruizione culturale, portando l'arte cinematografica fuori dai luoghi tradizionali e trasformando un anonimo punto di passaggio in disuso in un vivace presidio di comunità.

L'iniziativa del Cinemino di Cento rappresenta un'eccellente dimostrazione di come la creatività possa rivitalizzare spazi urbani dimenticati, trasformandoli in centri culturali innovativi. Questo progetto ci invita a riflettere sul valore del recupero e della riconversione, offrendo una soluzione originale per combattere la solitudine e promuovere l'arte cinematografica in modo intimo e personale. È un monito a guardare oltre l'ovvio e a trovare nuove funzioni per ciò che consideriamo obsoleto, generando valore per la comunità e ispirando nuove forme di partecipazione culturale.

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