Stile di Vita

Addio a Rai Scuola: un appello per la salvaguardia dell'istruzione pubblica

Aug 25, 20267 Min di Lettura

A partire dal 1° ottobre 2026, il canale 57 del digitale terrestre, attualmente occupato da Rai Scuola, ospiterà una nuova proposta televisiva denominata “Italiana”. Questo nuovo progetto si concentrerà sulla valorizzazione dell'identità nazionale, dei territori e del celebre Made in Italy. I contenuti educativi precedentemente trasmessi da Rai Scuola saranno disponibili esclusivamente sulla piattaforma RaiPlay. Questa transizione ha sollevato preoccupazioni riguardo l'accessibilità all'istruzione, poiché richiede una connessione internet e competenze digitali, elementi non universalmente diffusi, in particolare tra la popolazione più anziana.

La decisione di sostituire Rai Scuola è stata comunicata ufficialmente dalla Rai, sebbene con una certa ambiguità nella denominazione del nuovo canale, talvolta indicato come “Canale Territorio”. La programmazione iniziale di “Italiana” si avvarrà prevalentemente di materiale d'archivio, con l'intenzione di introdurre nuove produzioni e dirette in futuro. Molti, inclusa la giornalista scientifica Silvia Bencivelli, hanno espresso il loro dispiacere per la chiusura del canale lineare, sottolineando come la fruizione di contenuti educativi attraverso una piattaforma on-demand possa creare una barriera per una parte significativa del pubblico, alterando le modalità di accesso alla conoscenza che Rai Scuola garantiva gratuitamente e senza ostacoli tecnologici a tutti i cittadini, dalle scuole secondarie agli adulti.

La trasformazione di Rai Scuola in un archivio digitale su RaiPlay solleva interrogativi fondamentali sull'equità dell'accesso all'istruzione. Mentre le famiglie con minori mostrano un'alta percentuale di connessione a internet, la situazione è diversa per gli anziani. Questo cambiamento potrebbe escludere chi non possiede le competenze o i mezzi per navigare le piattaforme digitali. L'identità italiana, intesa come un intreccio complesso di storia, culture e migrazioni, rischia di essere ridotta a una semplice vetrina di prodotti e paesaggi, perdendo la ricchezza delle sue contraddizioni e delle sue sfumature che Rai Scuola ha sempre cercato di esplorare. Di fronte a questa prospettiva, è stata lanciata una petizione che ha già raccolto migliaia di firme, chiedendo alla Rai di ripensare la sua decisione e di continuare a investire nella programmazione educativa, preservando un servizio pubblico essenziale per la comprensione critica e approfondita del nostro paese.

La decisione di rimuovere Rai Scuola dal palinsesto tradizionale, privilegiando una narrazione più semplificata dell'identità italiana, ci invita a riflettere sull'importanza di un servizio pubblico che promuova l'istruzione e la capacità critica. In un'epoca dove l'accesso all'informazione è sempre più mediato dalla tecnologia, è fondamentale garantire che la conoscenza rimanga universale e inclusiva. La difesa di Rai Scuola non è solo la difesa di un canale televisivo, ma è la difesa del diritto di tutti a un'istruzione di qualità, capace di stimolare la riflessione e di promuovere una comprensione profonda della nostra storia e della nostra società.

Articoli correlati