Salute e Nutrizione

Appello per la tutela dei crostacei: nuove norme per il benessere animale

Sep 09, 20269 Min di Lettura

In Italia, pratiche come la bollitura di astici vivi, la conservazione di aragoste sul ghiaccio e la vendita di granchi ancora vivi nei punti vendita sono ancora ammesse, nonostante un'ampia mole di studi scientifici abbia dimostrato la capacità dei crostacei decapodi di percepire dolore e disagio. Per affrontare questa problematica, è stata avviata la campagna "Dalla parte dei crostacei", promossa da nove organizzazioni per la protezione degli animali. L'obiettivo è sollecitare il Parlamento a introdurre una legislazione nazionale specifica per il benessere di queste specie. Le richieste principali includono il divieto di mantenere i crostacei sul ghiaccio, la proibizione della bollitura a vivo, la cessazione della vendita diretta al pubblico di crostacei vivi e, soprattutto, il riconoscimento legale di questi animali come esseri senzienti. Questa campagna evidenzia l'urgenza di allineare le normative italiane agli standard etici e scientifici attuali, garantendo una maggiore protezione a queste creature.

Le evidenze scientifiche a sostegno di queste istanze non sono recenti. Già nel 2005, un parere autorevole dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) aveva concluso che i dati disponibili giustificavano l'inclusione dei crostacei decapodi tra gli animali in grado di provare dolore e sofferenza. Tuttavia, a distanza di due decenni, la legislazione europea sul benessere animale non ha ancora esteso la sua protezione a queste specie, portando a una frammentazione delle normative tra gli Stati membri. Alcuni paesi, come Austria, Germania, Danimarca, Estonia, Finlandia, Malta, Irlanda e Svezia, hanno già integrato i crostacei decapodi nelle loro leggi nazionali sul benessere animale, sebbene con differenze significative nei livelli di tutela. Al di fuori dell'Unione Europea, anche il Regno Unito sta procedendo verso il divieto di bollitura di crostacei vivi, con una normativa prevista entro il 2030, mentre nazioni come Svizzera, Norvegia e Nuova Zelanda hanno già implementato tali divieti. Questa disomogeneità evidenzia la necessità di un'azione coordinata per garantire standard di benessere uniformi e scientificamente fondati.

La necessità di una tutela legislativa per i crostacei

Le pratiche attuali, che includono la bollitura di astici vivi e la vendita di granchi ancora vivi, sono ampiamente diffuse in Italia nonostante le numerose prove scientifiche che dimostrano la capacità dei crostacei di avvertire dolore. Questa situazione ha spinto un gruppo di nove associazioni per la difesa degli animali a lanciare una campagna per l'adozione di una legislazione nazionale che riconosca i crostacei decapodi come esseri senzienti. L'obiettivo è porre fine a trattamenti che causano sofferenza ingiustificata, garantendo che questi animali ricevano la stessa considerazione etica di altri esseri viventi.

La campagna "Dalla parte dei crostacei" mira a ottenere un quadro normativo chiaro e coerente a livello nazionale. Le richieste principali avanzate al Parlamento sono quattro: proibire la conservazione dei crostacei vivi a contatto diretto con il ghiaccio, vietare la bollitura a vivo che prolunga la sofferenza, impedire la vendita diretta di crostacei vivi ai consumatori (anche online) per evitare condizioni di detenzione e uccisione inadeguate, e, in definitiva, riconoscere legalmente questi animali come esseri senzienti, basandosi sulle solide evidenze scientifiche che attestano la loro capacità di provare dolore, analogamente a mammiferi e uccelli. Questo riconoscimento è fondamentale per assicurare che il loro benessere sia tutelato in modo adeguato e uniforme su tutto il territorio nazionale.

L'Europa e il mondo: un panorama normativo eterogeneo

Già nel 2005, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) aveva sottolineato la capacità dei crostacei di provare dolore, evidenziando la necessità di una loro inclusione nelle normative sul benessere animale. Nonostante ciò, la legislazione europea non ha ancora fornito una protezione specifica per queste specie, lasciando agli Stati membri la libertà di agire in modo indipendente. Questo ha portato a un mosaico di normative diverse, dove alcuni paesi europei, come Austria e Germania, hanno già adottato misure di tutela, seppur con gradi di protezione variabili. Questa disparità evidenzia la mancanza di un approccio unificato e l'urgenza di un'armonizzazione a livello comunitario per garantire un benessere animale più omogeneo.

Anche al di fuori dell'Unione Europea, il panorama normativo è variegato. Il Regno Unito, attraverso la British Veterinary Association (BVA), ha promosso il divieto di bollitura dei crostacei vivi sin dal 2020, con l'intenzione di implementare la normativa entro il 2030. Paesi come la Svizzera, la Norvegia e la Nuova Zelanda hanno già introdotto tali divieti, dimostrando una maggiore sensibilità verso il benessere di questi animali. In Italia, invece, la protezione dei crostacei si affida ancora a regolamenti locali frammentari e a sentenze giudiziarie, come quella della Cassazione che ha riconosciuto il maltrattamento nella conservazione degli astici sul ghiaccio. Questa situazione crea un quadro disomogeneo, dove le pratiche vietate in un Comune possono essere ancora permesse in un altro, rendendo impellente l'introduzione di una legge nazionale che si allinei alle scoperte scientifiche e ai principi costituzionali in materia di tutela animale.

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