Salute e Nutrizione

Banche del latte materno: "oro bianco" per la salute dei neonati prematuri

Sep 28, 2026•12 Min di Lettura

Il sistema delle banche del latte materno donato si afferma come un pilastro cruciale per il benessere dei neonati più fragili. Sebbene la sua organizzazione abbia radici profonde, come dimostra il caso virtuoso del Brasile, la sua diffusione e accessibilità in Italia presentano ancora delle criticità. Nonostante l'espansione della rete e l'introduzione di standard internazionali da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), solo una parte dei neonati prematuri e a basso peso riceve questo prezioso alimento, sottolineando la necessità di ulteriori sforzi per garantire un accesso equo e universale.

La storia delle banche del latte umano in Brasile è un esempio pionieristico che risale al 1943. L'obiettivo iniziale era la raccolta e la distribuzione di latte materno a neonati in condizioni di vulnerabilità, in particolare prematuri e quelli con carenze nutrizionali. Con il tempo, queste strutture hanno ampliato il loro raggio d'azione, diventando anche centri di promozione e supporto all'allattamento. Grazie all'implementazione di normative sanitarie e tecniche specifiche da parte del Ministero della Salute brasiliano, la Rete delle Banche del Latte Umano è stata progressivamente integrata nelle politiche pubbliche per la salute materno-infantile, portando il Brasile a sviluppare una delle più vaste e organizzate reti di banche del latte a livello globale. Tra il 2000 e il 2022, il numero di banche è più che raddoppiato, passando da 109 a 227, con l'aggiunta di 234 punti di raccolta. Questo impegno ha permesso a circa 3 milioni di donne di donare latte, raccogliendo un totale di 3,4 milioni di litri, che hanno nutrito circa 3,5 milioni di neonati, contribuendo significativamente alla riduzione della mortalità infantile.

L'importanza del latte materno, definito un "oro bianco", è inestimabile, specialmente per i neonati prematuri e quelli con basso peso alla nascita. Esso non solo fornisce nutrienti essenziali ma anche componenti bioattive e immunologiche che giocano un ruolo fondamentale nella protezione e nello sviluppo dei piccoli. Quando il latte della madre biologica non è disponibile, le banche del latte rappresentano una soluzione vitale. Il loro funzionamento si basa sulla generosità di madri che scelgono di donare il proprio latte in eccesso, dopo aver superato un rigoroso processo di selezione e informazione. La continuità della raccolta, tuttavia, richiede un costante ricambio di donatrici e un'efficiente capacità organizzativa per intercettarle, accompagnarle e agevolare il processo di donazione.

In risposta a questa crescente consapevolezza, l'OMS ha pubblicato, per la prima volta nel 2026, standard globali specifici per la gestione del latte umano donato e delle banche del latte. Queste linee guida coprono l'intero percorso, dalla selezione e supporto delle donatrici alla raccolta, conservazione, trattamento, controlli microbiologici e tracciabilità, con l'obiettivo primario di assicurare la sicurezza e la qualità del latte, promuovendo al contempo un accesso equo a questa risorsa essenziale.

In Italia, le Banche del Latte Umano Donato (BLUD) sono una realtà consolidata, contando 44 strutture distribuite sul territorio nazionale, come rilevato dall'ultima indagine del Ministero della Salute per il biennio 2023-2024. Nel 2024, circa 1.520 donatrici hanno contribuito alla raccolta di oltre 9.600 litri di latte, destinati a migliaia di neonati, in particolare prematuri e con basso peso alla nascita. Un recente studio pubblicato sulla rivista Nutrients ha evidenziato una crescita nel numero di donatrici e nel volume di latte raccolto tra il 2023 e il 2024, pur rilevando disuguaglianze nei servizi e nella capacità di garantire la raccolta e la distribuzione del latte.

Le 44 banche italiane adottano modelli organizzativi diversi, riflettendo le specificità territoriali. La Toscana, con la sua ReBLUD istituita nel 2008, è un esempio di rete regionale che mira a uniformare le procedure e ottimizzare la distribuzione del latte donato, coordinando sette banche dal Meyer di Firenze. A Torino, la Banca del Latte degli ospedali Regina Margherita e Sant’Anna ha innovato con il sistema Lo.V.Milk, una pastorizzazione per piccoli volumi che preserva meglio le caratteristiche del latte materno fresco. Il Policlinico di Milano, invece, integra la Banca del Latte Umano Donato della Mangiagalli direttamente nella struttura ospedaliera, fornendo supporto alle donatrici e organizzando il ritiro a domicilio, con il latte destinato principalmente ai neonati prematuri ricoverati nello stesso ospedale.

Un modello particolarmente significativo di collaborazione tra sanità e impresa privata è rappresentato dalla Banca del Latte Umano Donato "Allattami" di Bologna, nata nel 2012 dalla sinergia tra l'IRCCS Policlinico Sant’Orsola, Granarolo e l'associazione Cucciolo. Inizialmente focalizzato sul Policlinico Sant’Orsola, il servizio si è esteso ad altri ospedali, coinvolgendo un'ampia rete di donatrici. Questo modello, unico in Europa, vede i costi di gestione interamente sostenuti dall'azienda privata. Il funzionamento di "Allattami" è strutturato come una vera e propria filiera: le madri selezionate ricevono indicazioni per la raccolta e la conservazione, il personale ritira il latte a domicilio e lo trasferisce alla banca per la pastorizzazione e la distribuzione. La banca traccia ogni biberon, dalla donatrice al neonato, garantendo trasparenza e sicurezza. Luigi Corvaglia, responsabile sanitario del progetto, ha evidenziato che l'uso di questo latte donato ha assistito oltre 1.200 neonati prematuri in vent'anni, dimezzando l'incidenza dell'enterocolite necrotizzante (NEC), una grave patologia intestinale, dal 14% al 7,2%, grazie all'incremento dell'utilizzo esclusivo di latte umano.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF raccomandano l'allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita, iniziando entro la prima ora dalla nascita, e continuando fino a due anni o oltre con l'introduzione di alimenti complementari. Il latte materno è l'alimento ideale: sicuro, pulito e ricco di anticorpi, fornisce tutte le sostanze nutritive necessarie e contribuisce a una migliore salute e sviluppo cognitivo del bambino, riducendo anche il rischio di sovrappeso, obesità e diabete. Per le madri, l'allattamento diminuisce il rischio di tumori al seno e alle ovaie.

Il sistema delle banche del latte materno donato è un esempio tangibile di come la solidarietà umana e l'innovazione scientifica possano confluire per tutelare le vite più vulnerabili, offrendo ai neonati prematuri non solo nutrimento, ma una vera e propria chance di sopravvivenza e sviluppo ottimale.

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