Ambiente

Costo dell'inquinamento da PM2.5 in Lombardia: Un onere di 33,4 miliardi di euro annui

Sep 11, 20264 Min di Lettura

Un'analisi recente ha messo in luce il considerevole impatto economico e sanitario dell'inquinamento atmosferico in Lombardia. L'esposizione al PM2.5, una delle principali cause di problemi di salute, graverebbe sulla regione per ben 33,4 miliardi di euro ogni anno. Questa cifra, che rappresenta il 7,3% del Prodotto Interno Lordo regionale, è stata il fulcro di un esposto presentato da Cittadini per l'Aria alla Procura regionale della Corte dei Conti. L'associazione chiede chiarezza sulle responsabilità delle politiche regionali in materia di qualità dell'aria, sottolineando come le decisioni e le omissioni passate abbiano contribuito a perpetuare questa situazione critica, con ripercussioni non solo sulla salute dei cittadini ma anche sull'economia locale.

Lo studio, condotto da Joseph Spadaro e Francesco Forastiere nell'ambito del progetto europeo VALESOR, sebbene ancora in fase di pubblicazione, fornisce un quadro dettagliato degli oneri legati al PM2.5. Esso considera la mortalità e le diverse patologie correlate all'aria inquinata, proiettando un impatto devastante per la popolazione lombarda. La parte direttamente a carico del Servizio Sanitario Regionale per la cura di queste malattie è stimata in 1,4 miliardi di euro annuali, cifra che comprende spese per cure, visite mediche, ricoveri e farmaci necessari per contrastare gli effetti del particolato fine. Tra le patologie, la demenza si distingue per l'impatto economico più significativo, con costi stimati in 2,394 miliardi di euro, seguita dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che incide per 899 milioni.

L'iniziativa di Cittadini per l'Aria mira a spingere la magistratura contabile a indagare sulle condotte dei vertici regionali che si sono succeduti dal 2010, per determinare se vi siano state responsabilità erariali. L'associazione si basa anche su elementi come le tre condanne ricevute dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per la scarsa qualità dell'aria e le procedure di infrazione che interessano il territorio lombardo. In particolare, viene citata una sentenza del 2022 della Corte di Giustizia UE, che non avrebbe accettato le giustificazioni basate sulle caratteristiche orografiche della Pianura Padana, suggerendo che proprio queste avrebbero dovuto indurre ad azioni più decise e tempestive.

Tra le critiche mosse dall'associazione figurano i ritardi nella pianificazione e nell'attuazione di interventi per migliorare l'aria, i finanziamenti destinati ai trasporti e alcune deroghe regionali, come quella del 2021 che ha esteso l'uso di impianti a biomassa legnosa fino al 2024. Inoltre, viene contestata la mancata adozione di misure proposte dagli stessi tecnici regionali e si evidenzia l'aumento di circa 130.000 capi bovini negli allevamenti lombardi tra il 2016 e il 2020, fenomeno che contribuisce all'emissione di ammoniaca, precursore del PM2.5 secondario.

Un parallelo significativo viene fatto con la Francia, dove l'intervento della giustizia ha portato a sanzioni significative e a un'accelerazione delle politiche di riduzione dell'inquinamento. Tra il 2015 e il 2023, il Conseil d'État ha condannato lo Stato francese per 45 milioni di euro a causa del mancato rispetto dei limiti europei. Questo ha portato a una riduzione del tasso di mortalità attribuito al PM2.5 del 66,4% in Francia, contro un 43,4% in Italia, tra il 2005 e il 2023. Cittadini per l'Aria interpreta questi dati come prova dell'efficacia dell'intervento giudiziario nel promuovere politiche più incisive per la qualità dell'aria. Tali osservazioni, tuttavia, rappresentano la prospettiva e le argomentazioni presentate dall'associazione nell'ambito del proprio esposto, finalizzato a stimolare un'azione più decisa e responsabile da parte delle istituzioni.

Articoli correlati