Animali

Cresce il successo della campagna ambientalista: La Nueva Pescanova abbandona l'allevamento di polpi

Jul 23, 20265 Min di Lettura

Una significativa vittoria è stata ottenuta per i polpi, gli oceani e tutti coloro che per anni hanno denunciato i pericoli legati all'espansione dell'allevamento intensivo. Dopo cinque anni di mobilitazione a livello internazionale, la compagnia Nueva Pescanova ha deciso di rinunciare al progetto per costruire a Gran Canaria quello che sarebbe stato il primo impianto commerciale al mondo per l'allevamento intensivo di polpi.

La Battaglia contro l'Allevamento Intensivo dei Polpi

La notizia del ritiro di Nueva Pescanova dal progetto, confermata il 23 luglio dalle autorità portuali di Las Palmas, è stata accolta con grande entusiasmo da associazioni come Compassion in World Farming (CIWF), che ha guidato la campagna contro l'iniziativa. L'idea della multinazionale era di trasformare il polpo comune, tradizionalmente pescato in mare, in una specie da allevamento industriale, con l'obiettivo di produrre migliaia di tonnellate di carne all'anno. Il piano prevedeva l'ospitalità di circa un milione di polpi in vasche terrestri, seguendo il modello dell'acquacoltura intensiva, con la giustificazione di voler ridurre la pressione sulla pesca selvatica e soddisfare una domanda globale crescente. Tuttavia, scienziati, associazioni per la tutela degli animali e migliaia di cittadini in tutto il mondo si sono opposti fermamente, inviando oltre 43.000 email alle autorità per bloccare il progetto.

Le preoccupazioni principali riguardavano il benessere dei polpi, creature marine dotate di un sistema nervoso complesso e capacità cognitive avanzate. Essendo animali solitari e territoriali in natura, costringerli in ambienti ad alta densità in vasche spoglie avrebbe potuto causare stress severo, aggressività e cannibalismo. Le associazioni ambientaliste hanno anche evidenziato l'insostenibilità ambientale del progetto, che avrebbe richiesto circa 28.000 tonnellate di pesce selvatico per produrre mangimi, aumentando così la pressione sugli ecosistemi marini. Questa vittoria segna un importante precedente, ma le organizzazioni chiedono ora ai governi delle Isole Canarie, della Spagna e dell'Unione Europea di introdurre un divieto specifico sull'allevamento di polpi e di frenare l'espansione dell'acquacoltura basata su specie carnivore, ribadendo che i polpi, per la loro intelligenza e complessità, meritano di vivere nel loro habitat naturale piuttosto che essere considerati semplici beni di consumo.

Vittoria per il Benessere Animale e la Sostenibilità Marina

Il fulcro della contestazione si è concentrato sul benessere dei polpi, riconosciuti come creature marine eccezionalmente intelligenti e complesse, capaci di apprendere, risolvere problemi e interagire con il proprio ambiente. La prospettiva di confinare questi animali, solitamente solitari e territoriali, in vasche sovraffollate e prive di stimoli, ha sollevato serie preoccupazioni etiche riguardo al potenziale stress cronico, all'aggressività e persino al cannibalismo che tale ambiente avrebbe potuto indurre. Gli esperti e gli attivisti hanno sottolineato come un sistema di produzione industriale sia intrinsecamente incompatibile con le esigenze naturali e cognitive dei polpi.

Oltre agli aspetti etici, il progetto di allevamento intensivo ha generato ampie critiche per la sua insostenibilità ambientale. Un rapporto di CIWF ha evidenziato che la produzione di mangimi per i polpi avrebbe richiesto un enorme quantitativo di pesce selvatico, aggravando lo sfruttamento delle risorse marine già sotto pressione. Questa pratica, comune nell'acquacoltura di specie carnivore, contraddice l'obiettivo dichiarato di ridurre l'impatto sulla pesca. L'abbandono di questo progetto da parte di Nueva Pescanova è un trionfo che stabilisce un precedente fondamentale, ma la lotta continua. Le organizzazioni ambientaliste esortano ora i governi a livello locale ed europeo a stabilire divieti chiari sull'allevamento dei polpi e a limitare l'espansione dell'acquacoltura intensiva, promuovendo un futuro in cui gli animali marini siano protetti e gli ecosistemi oceanici preservati per le generazioni future.

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