Animali

ENPA contro l'uso dei cani nelle manifestazioni: "Metodi da Gestapo"

Oct 20, 2026•6 Min di Lettura

L'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) ha sollevato un'obiezione veemente riguardo all'eventualità di utilizzare animali, in particolare cani, per la gestione dell'ordine pubblico durante le dimostrazioni. Questa pratica è stata etichettata come eticamente deplorevole e un passo indietro per la civiltà. L'organizzazione ha espresso forte preoccupazione per la possibilità che i cani vengano trasformati in strumenti di coercizione, equiparando tale approccio a tattiche repressive storicamente associate a regimi autoritari. L'ENPA ha insistito sul fatto che gli animali non sono mezzi per la violenza e che la loro incolumità e benessere sarebbero seriamente compromessi in scenari di tumulto, dove il loro comportamento potrebbe diventare imprevedibile e pericoloso.

La questione è emersa in seguito a una proposta avanzata da Futuro Nazionale, che suggeriva l'impiego di cani per funzioni di "dissuasione, sbarramento e contenimento" nelle piazze. Questa prospettiva ha immediatamente richiamato alla mente episodi storici in cui gli animali furono impiegati in contesti repressivi, scatenando un allarme immediato tra gli attivisti per i diritti degli animali. L'ENPA, in particolare, ha enfatizzato il contrasto tra tale proposta e i principi sanciti dall'Articolo 9 della Costituzione italiana, il quale riconosce la natura di esseri senzienti agli animali. L'idea di esporre questi ultimi a situazioni di elevato stress, come quelle generate da proiettili non letali, deflagrazioni e grida, è stata definita non solo eticamente inaccettabile, ma anche praticamente inefficace.

In ambienti caratterizzati da un'eccessiva stimolazione sensoriale – quali fumogeni, petardi e urla – il comportamento di un animale non può essere garantito. Un cane, terrorizzato o in stato di agitazione, non sarebbe in grado di distinguere tra i dimostranti violenti, i passanti innocenti o addirittura le forze dell'ordine stesse. Tale scenario aumenterebbe esponenzialmente il rischio di incidenti indesiderati e potrebbe innescare un'escalation di panico e violenza tra la folla, rendendo la situazione ancor più instabile. L'addestramento, sebbene importante, non è sufficiente a cancellare la sensibilità intrinseca degli animali né a renderli immuni alle intense pressioni ambientali che caratterizzano le manifestazioni pubbliche.

Per queste ragioni, l'Ente Nazionale Protezione Animali ha categoricamente rigettato ogni tentativo di strumentalizzare gli animali per scopi di controllo e repressione sociale. L'associazione ha richiesto con urgenza il ritiro di qualsiasi proposta che contempli l'utilizzo di unità cinofile per mantenere l'ordine pubblico in piazza. L'ENPA ribadisce l'importanza di considerare gli animali con il rispetto che meritano, tutelando la loro incolumità e garantendo che non siano mai impiegati come strumenti in contesti potenzialmente dannosi o violenti.

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