In un'epoca in cui le sfide climatiche richiedono soluzioni innovative, un progetto architettonico sviluppato da BMDesign Studios in Iran offre una risposta ingegnosa alla carenza idrica e all'innalzamento delle temperature. Il sistema del "tetto concavo", che dall'alto appare come una serie di grandi conche, è concepito per ottimizzare la raccolta dell'acqua piovana e della rugiada, fornendo contemporaneamente un raffrescamento passivo agli edifici sottostanti, riducendo così la dipendenza energetica.
Questa straordinaria concezione architettonica è stata inizialmente pensata per una scuola pubblica situata nel sud dell'Iran, una zona caratterizzata da un clima desertico, ma influenzata anche dall'umidità proveniente dal Golfo Persico. L'obiettivo primario è affrontare in modo sinergico la duplice problematica della scarsità d'acqua e del surriscaldamento, proponendo una struttura che interagisce attivamente con l'ambiente circostante per massimizzare l'efficienza delle risorse naturali.
A differenza dei tetti convenzionali, progettati per far defluire rapidamente l'acqua, il sistema concavo di BMDesign Studios è studiato per convogliare ogni singola goccia, anche delle piogge più leggere, verso specifici punti di raccolta. Questa metodologia è cruciale in climi aridi, dove l'evaporazione può vanificare la maggior parte delle precipitazioni. Le stime suggeriscono che una superficie di raccolta di quasi mille metri quadrati, con precipitazioni annue di circa 200 millimetri e un'efficienza del 60%, potrebbe recuperare oltre centomila litri d'acqua all'anno.
L'ingegnosità del progetto non si limita alla raccolta della pioggia. Durante le ore notturne, le membrane del tetto si raffreddano per irraggiamento. Quando la temperatura superficiale scende al di sotto del punto di rugiada, il vapore acqueo presente nell'aria condensa, formando goccioline che vengono poi convogliate nei serbatoi. Questa tecnica si ispira al coleottero del deserto del Namib, noto per la sua capacità di raccogliere umidità atmosferica. La configurazione concava, con più strati sovrapposti, amplifica notevolmente la superficie esposta alla condensazione, incrementando la quantità di rugiada recuperabile, sebbene siano ancora necessari studi sperimentali per quantificare l'efficacia del sistema in diverse condizioni.
Un elemento chiave per il comfort termico è la presenza di un secondo tetto tradizionale, posizionato al di sotto delle conche e separato da uno spazio aperto. Questa intercapedine consente la circolazione dell'aria, che disperde il calore solare intercettato dalla copertura superiore prima che questo possa raggiungere gli ambienti interni dell'edificio, contribuendo significativamente al raffrescamento passivo.
L'intera scuola è stata concepita con principi di design bioclimatico, che includono cortili parzialmente interrati, ispirati all'architettura tradizionale delle città desertiche iraniane. Queste aree ribassate fungono da "serbatoi" di aria fresca durante la notte, mentre le aperture arretrate minimizzano l'esposizione diretta al sole. La presenza di palme da dattero completa l'ecosistema, fornendo ombra aggiuntiva e frutti, integrando natura e funzionalità nel design.
L'Iran, come evidenziato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, affronta gravi problemi di scarsità d'acqua e un aumento delle temperature, con previsioni di ulteriori riduzioni delle precipitazioni. In questo contesto, il tetto concavo rappresenta una potenziale soluzione per mitigare l'impatto di questi cambiamenti climatici, sebbene l'acqua raccolta necessiti di adeguati trattamenti per il consumo umano, come suggerito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, per eliminare contaminanti e garantirne la sicurezza.
Nonostante l'idea sia promettente e ben fondata su principi di sostenibilità, la sua realizzazione su larga scala presenta ancora delle sfide. È necessario sviluppare membrane leggere, impermeabili e resistenti, facili da mantenere e pulire. La struttura di supporto deve garantire la ventilazione adeguata, e i costi iniziali di costruzione sono prevedibilmente più elevati rispetto ai tetti standard. Mancano ancora prototipi funzionanti, dati sperimentali sulle temperature interne e sui volumi d'acqua effettivamente recuperati, nonché un'analisi dettagliata dei costi di manutenzione. Tuttavia, l'audacia e l'ingegnosità di questo progetto lo rendono una soluzione degna di attenzione, che unisce tecniche ancestrali a un design avveniristico per affrontare le sfide ambientali contemporanee. Per capire il suo vero potenziale, sarà essenziale passare dalla fase progettuale a quella costruttiva.
