A seguito di quattro anni dall'introduzione della legislazione europea, la nazione italiana ha perfezionato l'adeguamento delle normative inerenti all'impiego di materiali plastici rigenerati destinati al contatto con prodotti alimentari. Questo aggiornamento mira a garantire una maggiore sicurezza e conformità nel settore, sottolineando l'impegno del paese verso la sostenibilità e la tutela della salute pubblica. La revisione legislativa si concentra principalmente sull'apparato sanzionatorio, sulle verifiche ufficiali e sulle relative imposte, introducendo nuove disposizioni per tutti gli operatori coinvolti nella catena di approvvigionamento del riciclo della plastica per uso alimentare. Entrerà in vigore il 14 novembre 2026, segnando un passo importante verso una gestione più rigorosa e trasparente dei materiali.
Dettagli dell'Aggiornamento Normativo Italiano sulla Plastica Riciclata per Alimenti
In data 30 ottobre 2026, la Gazzetta Ufficiale ha reso pubblico il Decreto Legislativo n. 199, un provvedimento legislativo che, quattro anni dopo l'emanazione della direttiva europea, completa l'adeguamento italiano in merito all'impiego di plastiche riciclate destinate al contatto con gli alimenti. La nuova legge, che sarà operativa dal 14 novembre 2026, apporta modifiche significative al precedente D.Lgs. 29/2017, concentrandosi in particolare sull'articolo 9. Introduce un sistema di sanzioni amministrative pecuniarie specifiche per le violazioni del Regolamento (UE) 2022/1616.
Le disposizioni sanzionatorie mirano a colpire diverse infrazioni, tra cui l'utilizzo di processi di riciclo non autorizzati, la mancata osservanza delle condizioni di autorizzazione e l'inosservanza degli obblighi relativi a documentazione, tracciabilità, etichettatura e qualità dei materiali. Queste normative coinvolgono l'intera filiera: i riciclatori, i gestori dei rifiuti, le aziende di trasformazione, i rivenditori e gli operatori del settore alimentare, ognuno secondo le proprie responsabilità.
Un'altra innovazione cruciale prevista dal decreto è la creazione di una banca dati nazionale presso il Ministero della Salute. Questa piattaforma raccoglierà comunicazioni, notifiche, i risultati dei controlli ufficiali e dati sulla classificazione del rischio degli stabilimenti che producono materiali e oggetti destinati al contatto alimentare, inclusi gli impianti di riciclo. Le precise modalità operative di questa banca dati verranno definite tramite un successivo decreto ministeriale, atteso entro dodici mesi dall'entrata in vigore del provvedimento.
Infine, il Decreto Legislativo n. 199/2026 modifica alcune sezioni del D.Lgs. 32/2021, aggiornando i criteri di applicazione delle tariffe per i controlli ufficiali e la destinazione delle risorse generate. Per le strutture che svolgono molteplici attività all'interno della medesima sezione tariffaria, è prevista l'applicazione di un'unica tariffa, calcolata in base all'attività che presenta il livello di rischio più elevato, ottimizzando così la gestione dei costi e delle risorse.
Questo aggiornamento normativo riflette un'attenzione crescente verso la sicurezza e la sostenibilità nella produzione e nell'uso di plastiche riciclate per alimenti, promuovendo pratiche più responsabili e un maggiore controllo lungo l'intera catena di valore. L'Italia, con queste revisioni, si allinea ulteriormente agli standard europei, ponendo le basi per un futuro più circolare e sicuro nel settore dell'imballaggio alimentare.
