La verità dietro le promesse: quando la pubblicità incontra la scienza.
L'intervento dello IAP sull'integratore UROCYST Active: un'azione a tutela dei consumatori.
L'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha recentemente emesso un provvedimento contro la pubblicità dell'integratore alimentare UROCYST Active, realizzato da Aquaviva Italia Srl. La decisione, formalizzata con l'ingiunzione n. 23/26 del 21 luglio 2026, ha ritenuto il messaggio promozionale, apparso sulla rivista Starbene, non conforme ai principi di correttezza e veridicità stabiliti dagli articoli 2 e 23 bis del Codice di Autodisciplina. L'annuncio attribuiva al prodotto benefici e capacità salutistiche che, a un'attenta analisi, sono risultati privi di qualsiasi fondamento scientifico.
Affermazioni esagerate: l'uso di slogan non autorizzati e la loro non conformità.
Il cuore della questione risiede nelle promesse di efficacia che superano i limiti imposti dalla legislazione vigente per gli integratori. Lo spot incriminato utilizzava espressioni come "azione immediata", "per il benessere urinario" e "prevenzione e gestione del benessere delle vie urinarie". Tali dichiarazioni, come evidenziato in precedenti sentenze e interpretazioni giurisprudenziali, sono ammissibili solo se supportate da un'attestazione e da un'approvazione scientifica esplicita dell'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) per i singoli componenti del prodotto. In assenza di tali validazioni, la pubblicità risulta fuorviante per il pubblico.
Mancanza di prove scientifiche: gli ingredienti di UROCYST Active e le loro limitazioni.
Nel contesto specifico di UROCYST Active, le rivendicazioni salutistiche relative al D-mannosio e alla sua efficacia per le vie urinarie sono state espressamente rigettate dall'EFSA. Similmente, per il mirtillo rosso e l'inulina, altri ingredienti presenti nell'integratore, non è stato approvato alcun claim specifico che ne attesti i benefici descritti nella pubblicità. Questo significa che il produttore non aveva il diritto di utilizzare tali affermazioni per promuovere il proprio prodotto, poiché non vi è sufficiente evidenza scientifica riconosciuta a livello europeo.
La differenza tra integratori e farmaci: quando le parole inducono in errore i consumatori.
L'espressione "azione immediata" crea nel consumatore l'aspettativa di un effetto rapido e curativo, tipico dei farmaci, ma non degli integratori. Questi ultimi, per loro natura, sono destinati al mantenimento del normale funzionamento fisiologico e non alla cura o prevenzione di patologie. L'IAP ha inoltre giudicato scorretto l'uso del termine "prevenzione", in quanto un integratore alimentare non può vantare proprietà preventive o terapeutiche. Le comunicazioni relative agli integratori devono limitarsi a descrivere gli effetti sul mantenimento dei processi fisiologici, a patto che questi siano scientificamente provati e riconosciuti dalle autorità competenti.
