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La Sardegna blocca la pesca dei ricci di mare per tre anni per salvare la specie

Nov 03, 2026•5 Min di Lettura

Nelle acque marine che circondano la Sardegna, la popolazione di Paracentrotus lividus, comunemente noto come riccio di mare, ha raggiunto una fase critica, mettendo a rischio un elemento distintivo dell'ecosistema isolano. Dati recenti, derivanti da una ricerca scientifica condotta tra il 2025 e il 2026 dall'agenzia Agris, in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari e l'International Marine Centre, rivelano un grave stato di sofferenza dei fondali marini. Tali risultanze mostrano un allarmante declino nella densità della specie, con indici di abbondanza che, in alcune zone, si sono ridotti fino a un terzo rispetto ai periodi precedenti.

Questa drastica riduzione, unita alla scarsità di esemplari di dimensioni adeguate per la commercializzazione e a una preoccupante mancanza di rinnovamento generazionale, suggerisce che la risorsa è stata oggetto di uno sfruttamento eccessivo e non più sostenibile. Il blocco della pesca dei ricci di mare è stato quindi decretato per garantire il tempo necessario alla natura per riprendersi, offrendo una speranza di ripopolamento per questa preziosa specie marina.

Di fronte alla chiara minaccia di un'estinzione commerciale della specie, l'assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Agus, ha firmato un provvedimento che stabilisce un divieto di pesca completo e rigoroso per un periodo di tre anni, estendendosi fino al 2029. La decisione della giunta regionale prevede un'interruzione totale di tutte le attività legate alla filiera del riccio: non sarà consentito né il prelievo né lo sbarco, e saranno altresì proibite la detenzione, il trasporto, la commercializzazione e la vendita di carne e prodotti freschi derivati. Questa proibizione sarà universale e si applicherà sia ai pescatori professionisti che a coloro che praticano la pesca sportiva e ricreativa. Tuttavia, l'applicazione di tale misura è subordinata alla valutazione della Commissione Europea, che dovrà esprimersi sulla conformità del piano di aiuti destinati a sostenere i lavoratori del settore.

Per sostenere economicamente i pescatori e prevenire il collasso delle loro attività, la Regione Sardegna ha stanziato 1.140.000 euro nell'ambito della variazione di bilancio di settembre, pari a 2 miliardi di euro. Questi fondi sono stati allocati per compensare interamente le perdite subite dai professionisti durante i quattro mesi dell'anno tradizionalmente dedicati alla raccolta, da gennaio ad aprile, con verifiche basate sui registri degli anni precedenti. Il fascicolo è attualmente in esame da parte degli esperti di Bruxelles. Se le autorità europee confermeranno che questi indennizzi non violano le normative sugli aiuti di Stato, la data di inizio del blocco sarà ufficialmente annunciata tramite un ulteriore decreto. In tal modo, la polpa di riccio scomparirà temporaneamente dai menù dei ristoranti e dalle tavole dell'Isola, in un estremo tentativo di concedere alla fauna marina il tempo indispensabile per un recupero naturale.

La grave diminuzione della popolazione di ricci di mare in Sardegna ha portato a un'azione decisiva da parte della Regione, che ha imposto un blocco triennale della pesca. Questa iniziativa, che include sia il prelievo che la commercializzazione, mira a invertire la tendenza del sovrasfruttamento e a favorire la rigenerazione della specie. Nonostante l'introduzione di indennizzi per i pescatori, l'attuazione definitiva della misura dipende dall'approvazione dell'Unione Europea, sottolineando l'importanza di un approccio coordinato per la salvaguardia dell'ambiente marino e il sostegno delle comunità locali.

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