La dodicesima edizione dei prestigiosi Mangrove Photography Awards, organizzata dall'organizzazione ambientalista Mangrove Action Project, ha visto la partecipazione di un numero impressionante di talenti, con oltre cinquemiladuecentocinquanta scatti provenienti da ottantasette diverse nazioni. L'obiettivo principale di questo concorso fotografico è quello di narrare, attraverso il potente mezzo dell'immagine, la straordinaria complessità e la fragilità degli ecosistemi di mangrovie presenti in ogni angolo del nostro pianeta. Una giuria di esperti di fama internazionale nel campo della fotografia naturalistica, composta da figure illustri come Karine Aigner, Steve Winter, Esther Horvath, Pier Nirandara, Dhritiman Mukherjee e Morgan Heim, ha avuto l'arduo compito di selezionare i vincitori. Il titolo di 'Mangrove Photographer of the Year' è stato assegnato all'eccezionale fotografo indiano Gaurav Patil, la cui opera ha saputo catturare l'essenza e la vulnerabilità di questi habitat unici.
I Trionfi Visivi dei Mangrove Photography Awards 2026: Dettagli Approfonditi
Il 12 settembre 2026, la comunità internazionale ha rivolto lo sguardo ai Mangrove Photography Awards, un evento che ogni anno celebra la bellezza e l'importanza delle mangrovie. L'indiano Gaurav Patil ha conquistato il titolo principale con la sua fotografia intitolata "Bagliore intrappolato: Quando la vita incontra le rovine". Quest'opera, scattata sulla costa di Nandgaon, Maharashtra, nei pressi di Mumbai, documenta una rete da pesca abbandonata, illuminata da luce ultravioletta, avviluppata tra le radici delle mangrovie. Patil ha utilizzato una tecnica di esposizione prolungata per trasformare un grave problema ambientale, quello delle reti "fantasma", in un'immagine quasi eterea e di forte impatto artistico, con l'intento dichiarato di sensibilizzare il pubblico.
La categoria dedicata alla fauna alata ha visto trionfare Mark Ian Cook con "La marcia dei fenicotteri". Il suo scatto aereo ritrae uno stormo di fenicotteri americani che sorvolano uno squalo limone giovane nelle acque poco profonde della Florida Bay. Cook ha sottolineato come la specie, quasi estinta agli inizi del XX secolo a causa della caccia e del commercio di piume, stia ora lentamente ripopolando l'area grazie agli sforzi di ripristino dei flussi di acqua dolce.
Nella sezione dedicata ai mammiferi, Kallol Mukherjee ha vinto con "Dove iniziano le mangrovie", una tenera immagine di due cuccioli di gatto della giungla catturati al margine della foresta nella Sundarban Tiger Reserve.
Evan Cooper ha ricevuto un riconoscimento per "In cerca di rifugio tra le mangrovie", una fotografia di una giovane tartaruga verde che trova protezione tra le intricate radici delle mangrovie alle Bahamas, al sicuro dai predatori come gli squali tigre.
Per i paesaggi in bianco e nero, Abijith Soman si è distinto con "L'impronta della Terra". Questa immagine aerea mostra un'isola nelle backwaters del Kerala la cui forma ricorda un'impronta gigante, un monito sulla deforestazione passata per lasciare spazio alle piantagioni di cocco, con la vegetazione che ora cerca lentamente di riprendersi il suo spazio.
Il premio per la fotografia aerea è andato a Lucas Gonçalves Garcias, brasiliano, per "MangueBeat", che illustra il fiume Tejipió a Recife, separando gli allevamenti di gamberi dell'Ilha de Deus da una zona di mangrovie bonificata per una base navale.
Tra gli scatti terrestri, Ryuhei Suguri ha vinto con "Sotto una luce antica", una suggestiva mangrovia solitaria illuminata dalla Via Lattea in Indonesia.
Ewan Tregarot, dalla Francia, ha primeggiato nella categoria subacquea con "Terreno di caccia sotto la chioma", raffigurante un branco di pesci predatori in cerca di cibo tra le radici sommerse a Bonaire.
La sezione "Minacce" ha premiato Zafer Kizilkaya con "Raccolta di mangrovia rossa", un'immagine che denuncia il taglio illegale delle mangrovie nel Sundarban bengalese, dove il legname alimenta l'industria del carbone, mettendo a rischio apicoltori e fauna locale.
Nella categoria dedicata ai mezzi di sussistenza, Roosevelt Cassio, brasiliano, ha vinto con "Una collana di granchi", ritraendo un pescatore con il suo bottino giornaliero.
Per la conservazione e il restauro, Garry Lotulung ha ricevuto il premio con "Semi di speranza da un villaggio costiero". Questo scatto racconta la storia di Pasijah, una donna di cinquantasei anni di Demak, Giava, che da anni si dedica alla piantumazione di mangrovie per contrastare l'avanzata del mare, che ha già sommerso le case di duecento famiglie.
Il miglior portfolio è stato riconosciuto all'italiano Nicolò Brugnara per "Pilastri nel mare", una documentazione critica sulla nuova strada costiera di Mumbai, un progetto da 1,4 miliardi di euro che minaccia il 75% della foresta di mangrovie di Manori Creek.
I premi speciali hanno visto il giovane thailandese Katanyou Wuttichaitanakorn nominato 'Young Mangrove Photographer of the Year' per "Adattamento", un'immagine di zanzare che si nutrono del sangue di un gobio, un comportamento inusuale. L'Emirates Award è stato assegnato a Shyjith Onden Cheriyath per "Dove la vita converge", un panorama di canali tra le mangrovie di Ras Al Khaimah. Infine, l'Arabian Gulf Award è andato al saudita Abdullah Alsheikh per "Dove respirano le mangrovie", una veduta aerea della costa mangroviera del Regno durante la bassa marea.
Questi premi non solo celebrano la maestria fotografica, ma servono anche come potente richiamo all'importanza vitale della conservazione degli ecosistemi di mangrovie e alla necessità di un'azione globale per proteggerli. Ogni immagine racconta una storia, dalla bellezza intrinseca alla lotta per la sopravvivenza, offrendo uno sguardo profondo sulla complessa relazione tra uomo e natura in questi ambienti fragili.
