Plastic Tax: Una Tassa in Sospeso, Tra Rinvii e Richieste di Abrogazione
L'Annuncio del Rinvio e le Dichiarazioni del Ministro Tajani
Durante l'assemblea di Federchimica del 26 ottobre 2026, il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato l'intenzione del governo di posticipare ulteriormente l'entrata in vigore della Plastic Tax. Questa dichiarazione segna il nono rinvio per l'imposta, originariamente prevista per il 1° gennaio 2027. La decisione riflette una linea politica chiara: se l'attuale compagine governativa rimarrà in carica, la tassa non vedrà la luce, mantenendo lo status quo di incertezza per le imprese.
La Nascita e lo Scopo della Plastic Tax
La Plastic Tax è stata concepita con la Legge di Bilancio 2020, con l'obiettivo di imporre un prelievo di 450 euro per ogni tonnellata di plastica non riciclata utilizzata nei manufatti con singolo impiego (MACSI). L'intento principale di questa misura era incentivare l'uso di materiali riciclati e ridurre l'impatto ambientale della plastica, promuovendo pratiche più sostenibili nel settore industriale.
Le Posizioni di Unionplast e le Richieste del Settore
In risposta ai continui rinvii e alla persistente incertezza, Unionplast, l'associazione di categoria che rappresenta l'industria della trasformazione della plastica, ha espresso un netto rifiuto verso l'ipotesi di ulteriori proroghe temporanee, come un rinvio di soli sei mesi. L'associazione ha richiesto in modo esplicito l'abrogazione definitiva della tassa, argomentando che la sua applicazione comporterebbe oneri eccessivi e svantaggi competitivi per le aziende italiane del settore.
