Ambiente

Riciclo della plastica: Urgono misure per affrontare la crisi in Italia

Jul 29, 20268 Min di Lettura

La filiera del riciclo della plastica in Italia sta attraversando un periodo di grande difficoltà, che rischia di compromettere seriamente la continuità del servizio pubblico di raccolta differenziata e il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di economia circolare. Questa allarmante situazione è stata sollevata da Utilitalia e Anci durante il Tavolo di monitoraggio per la filiera dei rifiuti plastici, convocato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. Le due associazioni hanno sottolineato come questa non sia una semplice crisi del settore dei rifiuti, ma una questione di politica industriale che richiede interventi rapidi e mirati per evitare che gli effetti negativi si estendano dalla fase di recupero fino alla gestione comunale della raccolta.

Per affrontare questa emergenza, è fondamentale agire su due fronti: da un lato, adottare soluzioni immediate per garantire la continuità del sistema e prevenire blocchi nella filiera; dall'altro, implementare riforme strutturali per ripristinare condizioni di mercato e industriali che rendano il riciclo della plastica nuovamente sostenibile a medio termine. Tra le proposte emergenziali figurano la creazione di aree di stoccaggio straordinario, la focalizzazione temporanea su filiere con sbocchi consolidati e un incremento provvisorio del recupero energetico, sempre nel rispetto delle normative europee sui rifiuti. A livello strutturale, si suggeriscono controlli doganali più rigorosi, l'applicazione piena della direttiva Sup e la revisione della Plastic Tax per supportare l'industria e incentivare l'uso di plastica riciclata certificata. L'obiettivo è trasformare questa crisi in un'occasione di sviluppo per l'economia circolare del Paese, salvaguardando la produzione e stimolando la domanda di materiali rigenerati.

Azioni Immediate per la Filiera del Riciclo Plastico

La filiera italiana del riciclo della plastica si trova in una situazione di crisi senza precedenti, che minaccia la continuità del servizio pubblico di raccolta differenziata e la realizzazione degli obiettivi europei di economia circolare. Utilitalia e Anci, in un incontro al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, hanno evidenziato la necessità di interventi urgenti. Le associazioni hanno sottolineato che non si tratta di una semplice difficoltà del settore, ma di una questione di politica industriale nazionale ed europea, con il rischio che la congestione si propaghi rapidamente dagli impianti di recupero alla raccolta urbana.

Per affrontare l'immediata emergenza, Utilitalia e Anci hanno proposto diverse misure, tra cui la creazione di aree di stoccaggio straordinario per gestire i volumi in eccesso, la concentrazione temporanea del riciclo sulle filiere che dispongono di sbocchi di mercato già consolidati, e l'incremento transitorio del recupero energetico, in linea con la gerarchia europea dei rifiuti. Hanno inoltre suggerito la copertura dei costi aggiuntivi tramite il sistema EPR, evitando ricadute economiche su Comuni e cittadini, e la valutazione da parte di Arera di misure straordinarie legate all'indicatore R1 sull'efficacia del riciclo degli imballaggi. Infine, hanno richiesto il riconoscimento europeo dell'eccezionalità delle emissioni ETS derivanti dall'eventuale recupero energetico di frazioni plastiche deviate dal riciclo a causa della mancanza di sbocchi.

Riforme Strutturali e Sviluppo Industriale Sostenibile

Oltre alle misure emergenziali, Utilitalia e Anci ritengono indispensabile implementare riforme strutturali per rilanciare la competitività del sistema del riciclo della plastica. Tra queste riforme, spiccano il rafforzamento dei controlli doganali e della tracciabilità dei materiali, l'applicazione rigorosa della direttiva Sup e la revisione della Plastic Tax con un approccio industriale. È inoltre fondamentale introdurre strumenti di sostegno per l'utilizzo di plastica riciclata certificata, incentivando la domanda e promuovendo l'innovazione nel settore.

Sul fronte industriale, le associazioni hanno espresso la necessità di favorire accordi di filiera, promuovere lo sviluppo del riciclo chimico e delle applicazioni open loop, accelerare la regolamentazione nazionale End of Waste e incentivare l'utilizzo sistematico del Green Public Procurement e dei Criteri Ambientali Minimi. Queste azioni mirano a stimolare la domanda pubblica di materiali rigenerati, trasformando la crisi attuale in un'opportunità di crescita per l'economia circolare del Paese. La crisi del riciclo della plastica, come sottolineato, ha ripercussioni significative non solo sul sistema nazionale di riciclo, ma anche sulla gestione dei rifiuti urbani e sulla sicurezza e continuità dei servizi pubblici locali, richiedendo una visione industriale per la salvaguardia della capacità produttiva e lo stimolo della domanda di materiali riciclati.

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