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Sardegna pioniera: bonus da 100 euro per contrastare la povertà mestruale

Nov 03, 2026•5 Min di Lettura

Affrontare la povertà mestruale è una sfida significativa, e la Sardegna si distingue a livello nazionale introducendo un contributo annuo di 100 euro per l'acquisto di prodotti essenziali per l'igiene mestruale, con un investimento complessivo di quasi 15 milioni di euro in tre anni.

Questa iniziativa, promossa dalla Giunta regionale sotto la guida di Alessandra Todde, si rivolge principalmente alle residenti dell'isola di età compresa tra i 12 e i 20 anni, garantendo loro l'accesso al beneficio senza considerare il reddito familiare. Parallelamente, il supporto è esteso anche alle donne di qualsiasi età che si trovano in situazioni di particolare vulnerabilità, come attestato dai Centri per la famiglia o altre istituzioni pubbliche competenti. La priorità sarà data a chi si trova in grave disagio economico, emarginazione sociale, precarietà abitativa, in strutture di accoglienza, o in percorsi di protezione dalla violenza. Il bonus, erogato tramite la Tessera Sanitaria come credito personale, consentirà acquisti flessibili presso esercizi convenzionati, coprendo una vasta gamma di prodotti quali assorbenti esterni e interni, coppette mestruali e biancheria lavabile, in attesa di ulteriori specificazioni sui prodotti ammissibili.

Il provvedimento sardo rappresenta un modello all'avanguardia, specialmente per la sua portata economica e per l'abolizione del limite ISEE per le più giovani, a differenza di altre iniziative regionali. Nel 2022, il Lazio aveva introdotto un rimborso parziale dell'IVA sugli assorbenti per donne con redditi più bassi, ma l'iniziativa non ha avuto continuità finanziaria. La Campania, invece, sta sperimentando l'installazione di distributori gratuiti di assorbenti nelle scuole, con un progetto pilota per promuovere l'educazione mestruale e chiedere una riduzione dell'IVA sui prodotti igienici femminili. Anche la Valle d'Aosta e l'Emilia-Romagna hanno intrapreso passi simili, introducendo distributori nelle scuole o valutando agevolazioni economiche. Tuttavia, l'approccio della Sardegna, con il suo contributo annuale individuale su base triennale e senza requisiti di reddito per una fascia d'età ampia, si afferma come un passo concreto e significativo nel riconoscimento della necessità di combattere la povertà mestruale e le disuguaglianze ad essa connesse.

Il sostegno che la Regione Sardegna ha deciso di offrire va oltre il mero aspetto economico; esso simboleggia un importante riconoscimento pubblico delle necessità legate al ciclo mestruale e si traduce in un impegno tangibile per una maggiore equità. Queste azioni sono un faro di speranza e un invito a una società più giusta e attenta ai bisogni primari di ogni individuo, contribuendo a smantellare i tabù e a costruire un futuro in cui nessuno debba vergognarsi per una condizione naturale del proprio corpo.

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