L'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) ha recentemente sollevato serie preoccupazioni in merito alla delibera della Provincia autonoma di Trento che permette l'uso sperimentale di arco e frecce per l'abbattimento dei cinghiali. Questa iniziativa, secondo l'associazione, non solo minaccia il benessere degli animali, ma rappresenta anche un grave rischio per la sicurezza pubblica. L'ENPA ha intrapreso diverse azioni, tra cui un incontro con il Prefetto di Trento e il lancio di una petizione nazionale, per richiedere il ritiro di tale provvedimento e promuovere metodi di gestione faunistica più etici e sicuri per tutti.
La questione è emersa con la decisione della Provincia autonoma di Trento di autorizzare, in via sperimentale, la caccia ai cinghiali utilizzando arco e frecce. Di fronte a questa scelta, una delegazione della sezione locale dell'ENPA di Rovereto ha prontamente chiesto e ottenuto un incontro con il Prefetto di Trento, Isabella Fusiello, lo scorso 16 luglio. Durante il colloquio, l'associazione ha manifestato le proprie fondate perplessità riguardo le potenziali conseguenze negative di tale pratica.
L'ENPA ha posto l'accento su due aspetti principali. In primo luogo, l'impatto sul benessere animale. L'associazione ha spiegato che l'uso dell'arco e delle frecce, a differenza delle armi da fuoco, potrebbe non garantire un'uccisione immediata, esponendo gli animali a prolungate sofferenze prima del decesso. Un cinghiale ferito, in preda al dolore e alla paura, potrebbe inoltre reagire in maniera imprevedibile, diventando una minaccia per chiunque si trovi nelle vicinanze.
In secondo luogo, è stata evidenziata la questione della sicurezza pubblica. I boschi e le montagne del Trentino sono frequentati da un'ampia varietà di persone: famiglie, escursionisti, ciclisti, cercatori di funghi, fotografi naturalisti e turisti, spesso accompagnati dai loro animali domestici. L'autorizzazione alla caccia con arco e frecce, specialmente se estesa alle ore serali o notturne e ai giorni di silenzio venatorio, aumenta significativamente il pericolo per tutti questi fruitori del territorio montano. Una freccia scoccata in un ambiente boschivo, infatti, aggiunge un ulteriore elemento di rischio in aree dove i cittadini dovrebbero potersi muovere in tranquillità. L'associazione sottolinea come la gestione della fauna selvatica debba essere basata su criteri scientifici, efficaci e non cruenti, escludendo il coinvolgimento di soggetti con evidenti conflitti di interesse.
L'ENPA di Rovereto, oltre all'incontro con le autorità, ha avviato una petizione a livello nazionale, sollecitando i cittadini a sostenere la causa per la revoca del provvedimento. L'obiettivo è duplice: tutelare la vita e il benessere degli animali selvatici e garantire la sicurezza di tutti coloro che amano e frequentano le aree naturali del Trentino. L'associazione ribadisce l'importanza di un approccio responsabile e compassionevole nella gestione della fauna selvatica, escludendo pratiche che possano causare inutili sofferenze o mettere a repentaglio l'incolumità delle persone.
