Casa & Giardino

L'abitazione-studio di Naoto Fukasawa a Tokyo: un'oasi di semplicità e materiali autentici

Jul 03, 20264 Min di Lettura

Il rinomato designer Naoto Fukasawa ha dato vita a Tokyo alla sua abitazione-atelier, un ambiente che incarna perfettamente la sua visione estetica improntata al minimalismo e alla funzionalità. Questo spazio non è solo una dimora, ma anche un laboratorio creativo, dove ogni elemento è scelto con cura per riflettere i principi di "onestà" dei materiali e una palette di colori contenuta. La narrazione della sua realizzazione rivela un percorso affascinante, che parte da un'intuizione giovanile e culmina in un progetto architettonico che unisce rigore e praticità, sebbene con le sfide intrinseche della fusione tra vita personale e professionale.

La storia di questa dimora prende avvio da un'immagine radicata nella memoria infantile di Fukasawa: la raffigurazione di una casa archetipica, simbolo di felicità. Questa visione si è materializzata in un 'déjà-vu' durante un viaggio in Toscana, evocando paesaggi e sensazioni di gioia. Anni dopo, una passeggiata lungo il Nomigawa, nel quartiere di Setagaya a Tokyo, ha innescato l'occasione concreta: un cartello di vendita su un terreno vuoto ha acceso un'intuizione che il designer, celebre per il suo concetto di 'Without Thought' – ovvero il design che emerge dall'osservazione del comportamento istintivo – ha riconosciuto come un destino quasi inevitabile. Per Fukasawa, anche la scelta di un'abitazione può essere guidata da un'ispirazione profonda, al di là di ogni pianificazione razionale. Nato nel 1956 alle pendici del Monte Fuji, ha costruito la sua carriera collaborando con marchi di fama mondiale, realizzando oggetti di uso comune, come il lettore CD da parete per Muji o le sedie Hiroshima per il campus Apple, che, pur nella loro discrezione, sono divenuti iconici, come teorizzato nel volume 'Super Normal' con Jasper Morrison.

L'applicazione di questa filosofia progettuale a un ambiente domestico ha richiesto un notevole impegno. Affidato all'impresa Takenaka, il progetto ha visto settanta incontri e due anni di lavoro meticoloso per definire ogni singolo dettaglio. La priorità assoluta è stata l'utilizzo di materiali essenziali e autentici, capaci di invecchiare con grazia anziché deteriorarsi. Il risultato è un edificio caratterizzato da un unico tetto a falda e una tavolozza di colori ristretta: bianco, nero e tonalità del legno. L'unico elemento che si discosta da questa sobrietà è la scala a nastro in acciaio scuro, che si snoda nel living con un tocco di audacia. Questo spazio funziona anche come il suo atelier personale, popolato da creazioni da lui stesso disegnate, come il letto Siena. Qui, la giornata inizia con un caffè, mentre al tramonto si trasforma in luogo di ritrovo per gli amici.

Fukasawa è un sostenitore del concetto di 'affordance', che si riferisce agli usi imprevisti e spontanei degli oggetti e degli spazi. Una parete, ad esempio, pur essendo progettata per dividere, può servire da appoggio, da luogo dove appendere un cappotto, acquisendo così un valore non previsto inizialmente. È un paradosso affascinante, considerando la sua meticolosità nel processo creativo, aver trovato la sua casa quasi per caso, accettando una gamma irriducibile di possibilità. Egli ammette senza rammarico che la perfezione funzionale è un'utopia. Tuttavia, la fusione tra vita e lavoro in quest'abitazione ha creato un'esigenza: la costruzione di una seconda casa nelle vicinanze, destinata esclusivamente alla residenza, segno che l'architettura, attraverso quest'atelier, è diventata un nuovo focus del suo interesse progettuale.

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