Ambiente

Manifestazione ad Albano Contro l'Inceneritore di Santa Palomba: Appello alla Protezione Ambientale

Sep 10, 20267 Min di Lettura

Il 26 settembre 2026, un corteo è stato organizzato ad Albano, con partenza da piazza Mazzini, per esprimere opposizione al progetto dell'inceneritore di Santa Palomba. I promotori, il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano e Roma e il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba, hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai presunti ritrovamenti di materiali pericolosi durante gli scavi e chiedono l'immediata sospensione dei lavori per condurre indagini ambientali complete.

La manifestazione è un'ulteriore tappa nella mobilitazione civica che contesta le decisioni amministrative e le implicazioni ambientali del nuovo impianto. Le richieste dei comitati sono chiare: fermare il cantiere, accertare la natura dei materiali emersi e salvaguardare la salute pubblica e l'ambiente da potenziali contaminazioni. Questo evento rappresenta un momento cruciale per la comunità locale e un appello alle autorità per una maggiore trasparenza e responsabilità nella gestione del territorio.

Mobilitazione Cittadina contro l'Inceneritore

Il 26 settembre 2026, ad Albano, si terrà un'importante manifestazione, promossa dal Coordinamento contro l'inceneritore di Albano e Roma e dal Comitato No Inceneritore a Santa Palomba. L'obiettivo principale di questa iniziativa è esprimere una ferma opposizione al progetto dell'inceneritore di Santa Palomba, evidenziando le gravi problematiche ambientali che ne derivano. I comitati denunciano la presunta emersione di rifiuti di varia natura, inclusi materiali potenzialmente pericolosi, durante le attività di scavo nel cantiere. Per queste ragioni, chiedono un'immediata sospensione dei lavori, al fine di permettere un'accurata verifica e valutazione delle condizioni del terreno da parte degli organismi competenti.

Questa manifestazione rappresenta una nuova fase di protesta contro la realizzazione dell'impianto e le recenti decisioni amministrative che riguardano l'area. I promotori, in particolare, criticano una nuova ordinanza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che, secondo le loro accuse, avrebbe comportato l'acquisto di ulteriori quattro ettari di terreno da parte di Ama per una spesa considerevole di 5,5 milioni di euro. Questi aspetti, insieme alla questione dei rifiuti, sono al centro delle contestazioni mosse dai comitati, che mirano a ottenere una maggiore trasparenza e un ripensamento del progetto in un'ottica di tutela ambientale e della salute dei cittadini.

Emergenza Rifiuti e Richiesta di Sospensione dei Lavori

Uno degli aspetti più urgenti sollevati dai comitati di protesta riguarda la natura dei materiali rinvenuti, secondo le loro segnalazioni, durante le operazioni di scavo nell'area designata per l'inceneritore di Santa Palomba. Le testimonianze raccolte dai comitati indicano la presenza di rifiuti di diversa tipologia, tra cui alcuni classificati come pericolosi. A fronte di tali ritrovamenti, il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba ha prontamente informato le autorità competenti, inclusa l'ARPA, richiedendo l'immediata interruzione dei lavori del cantiere per consentire approfondite indagini ambientali e perizie tecniche.

La necessità di accertare la presenza e la classificazione esatta di questi materiali è cruciale e spetta agli organismi preposti confermare o meno le segnalazioni. Il comunicato stampa dei promotori, pur non fornendo dettagli tecnici specifici, ha il merito di aver sollevato un'allerta significativa, ponendo l'accento sulla salute pubblica e la protezione dell'ecosistema locale. La manifestazione del 26 settembre è quindi un appuntamento fondamentale per ribadire la richiesta di uno stop ai lavori e per insistere sulla priorità di un ambiente sano e sicuro per la comunità, prima di proseguire con un progetto di tale impatt

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