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Novità INPS: Certificato di Malattia Retroattivo con Visita Ambulatoriale

Sep 07, 20267 Min di Lettura

In un momento storico caratterizzato da una carenza di medici di base e da un aumento del carico di lavoro per il personale sanitario, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha annunciato un'importante modifica per la tutela dei dipendenti. Attraverso una direttiva recente, approvata anche dal Ministero del Lavoro, è stato stabilito che il riconoscimento economico per l'assenza per malattia può estendersi al giorno immediatamente precedente la data di rilascio del certificato medico, anche quando la diagnosi avviene tramite consulto in ambulatorio. Questa novità rappresenta un passo avanti significativo, poiché in passato tale facoltà era concessa esclusivamente in caso di visite domiciliari, svantaggiando i lavoratori che, pur avendo contattato il proprio medico con prontezza, venivano ricevuti in studio solo il giorno successivo a causa delle tempistiche di gestione degli appuntamenti.

Nonostante questa apertura, è fondamentale sottolineare che la misura non consente una retrodatazione indiscriminata della certificazione. Perché il giorno precedente alla visita sia coperto dall'indennità, è indispensabile che il medico specifichi nel documento elettronico la data di inizio della patologia risalente al giorno precedente. È inoltre importante sapere che la richiesta retroattiva non può superare le ventiquattro ore. Ad esempio, un certificato emesso di giovedì non potrà coprire le assenze del lunedì o del martedì. Esiste anche un'eccezione rigida che riguarda i giorni non lavorativi: il beneficio non è applicabile se il giorno precedente alla visita cade di sabato, domenica o un giorno festivo infrasettimanale. In queste circostanze, il lavoratore dovrà avvalersi dei servizi di continuità assistenziale.

La nuova linea guida dell'INPS non modifica il principio generale secondo cui l'evento morboso ha inizio ufficialmente dalla data di redazione del certificato medico, né abolisce il meccanismo dei primi tre giorni di "carenza", durante i quali il trattamento economico è regolato da specifiche normative previdenziali e contrattuali. L'estensione della possibilità di retrodatazione anche alle visite in studio ha lo scopo di assicurare un avvio equo del periodo di copertura, senza penalizzare la retribuzione del lavoratore. Rimangono invariati gli obblighi del dipendente di informare tempestivamente il datore di lavoro dell'assenza e di sottoporsi a eventuali visite mediche di controllo. Vanno inoltre rispettate le disposizioni per i casi di prolungamento o ricaduta della malattia.

Queste nuove disposizioni, in vigore da settembre, rappresentano un adattamento alle sfide attuali del sistema sanitario e lavorativo, cercando di bilanciare le esigenze di tutela del lavoratore con le necessità di gestione e controllo dell'ente previdenziale. L'obiettivo è semplificare la procedura per i lavoratori dipendenti, garantendo una maggiore flessibilità nella gestione delle assenze per malattia, pur mantenendo saldi i principi di responsabilità e conformità alle normative vigenti.

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