A partire dal 15 luglio, nuove disposizioni legislative riguardanti il Codice del consumo saranno operative, mirando a contrastare efficacemente la cosiddetta "shrinkflation", una strategia commerciale che consiste nel diminuire il contenuto delle confezioni mantenendo invariato o addirittura incrementando il prezzo. Questa misura impone ai produttori l'obbligo di comunicare ai rivenditori (supermercati, negozi fisici e piattaforme e-commerce) ogni riduzione della quantità netta dei prodotti. Di conseguenza, i distributori avranno il compito di avvisare la clientela attraverso cartelli esposti nei punti vendita o annunci sui canali digitali, per un periodo di tre mesi dall'introduzione sul mercato del prodotto modificato.
È fondamentale sottolineare che questa normativa non troverà applicazione nei casi in cui la diminuzione della quantità sia il risultato di una riformulazione del prodotto che ne migliori la resa o l'efficacia d'uso, a condizione che il valore complessivo per il consumatore rimanga immutato. L'introduzione di queste regole ha seguito un percorso complesso, con l'articolo 15-bis del Codice del consumo inizialmente approvato a fine 2024 e previsto per aprile 2025. Tuttavia, la Commissione europea ha sollevato obiezioni riguardo alla mancata notifica preventiva e ha ritenuto eccessiva la precedente richiesta di un'etichetta esplicativa per sei mesi, che specificava la riduzione del contenuto. Queste contestazioni hanno portato il governo a posticipare l'entrata in vigore e a modificare il testo, eliminando l'obbligo di etichettatura prolungata e introducendo l'attuale sistema di avvisi temporanei da parte dei rivenditori.
L'implementazione di queste nuove normative rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela dei consumatori. L'obiettivo è quello di garantire una completa trasparenza nelle pratiche commerciali, permettendo agli acquirenti di fare scelte informate e consapevoli. In un mercato in continua evoluzione, la chiarezza delle informazioni sui prodotti è essenziale per costruire un rapporto di fiducia tra aziende e clienti, promuovendo al contempo una concorrenza leale e responsabile. Questo impegno per la trasparenza rafforza l'importanza di un consumo critico e consapevole, dove ogni individuo può esercitare il proprio diritto a conoscere ciò che acquista e consuma.
