Ambiente

Oltre 26.000 miglia nautiche: la nave italiana Laura Bassi esplora i segreti degli abissi marini

Oct 26, 2026•6 Min di Lettura

Una missione scientifica italiana di portata eccezionale ha preso il via, con l'obiettivo di svelare i misteri degli ecosistemi oceanici più remoti e meno esplorati del nostro pianeta. La nave da ricerca Laura Bassi è partita per un viaggio transoceanico che coprirà oltre 26.000 miglia nautiche, attraversando Mediterraneo, Atlantico e Pacifico. Il cuore di questa iniziativa è il progetto DEEP-FUN, dedicato allo studio delle interazioni microbiche e fungine nelle profondità marine e al loro impatto sul funzionamento degli ecosistemi globali. La spedizione rappresenta un passo avanti significativo per la ricerca oceanografica nazionale, promettendo di arricchire la nostra comprensione di un ambiente che, nonostante la sua vastità, rimane largamente sconosciuto.

La campagna di ricerca, che si estenderà per mesi, prevede l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia per raccogliere campioni e condurre esperimenti in condizioni estreme, fino a 5.000 metri di profondità. Particolare attenzione sarà dedicata ai funghi marini profondi e ai microrganismi che popolano questi ambienti, ritenuti cruciali per i cicli biogeochimici del carbonio, dell'azoto e del fosforo. Le scoperte attese potrebbero ridefinire la nostra conoscenza sul ruolo di questi organismi nel sequestro del carbonio e, di conseguenza, negli equilibri climatici globali, offrendo nuove prospettive sulla vita e sui processi fondamentali degli oceani profondi.

La straordinaria spedizione italiana negli abissi oceanici

La nave da ricerca italiana Laura Bassi ha intrapreso una spedizione scientifica senza precedenti, salpando da Civitavecchia per attraversare oltre 26.000 miglia nautiche di oceani. Questa missione, parte del progetto DEEP-FUN, si propone di esplorare gli ecosistemi marini più profondi e inesplorati del nostro pianeta, con un focus sui meccanismi biologici che regolano la vita negli abissi e il loro contributo agli equilibri globali. I ricercatori a bordo si concentreranno sullo studio dei funghi marini e di altri microrganismi che vivono a profondità estreme, raccogliendo dati cruciali in aree scarsamente investigate e utilizzando tecnologie avanzate per campionamenti e analisi.

La campagna di ricerca, coordinata da Roberto Danovaro, esperto di ecologia marina, è il risultato di una collaborazione tra l'Università Politecnica delle Marche e l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). L'itinerario della Laura Bassi la porterà attraverso il Canale di Sicilia, il Mediterraneo, l'Atlantico e il Pacifico, con tappe significative che consentiranno di studiare una vasta gamma di ambienti marini. Questa iniziativa non solo amplierà la conoscenza scientifica, ma valorizzerà anche le capacità operative della nave e le sue attrezzature, integrando le indagini sugli abissi con le attività scientifiche in Antartide durante il viaggio di ritorno.

Funghi marini e ciclo del carbonio: un mistero da svelare

Al centro del progetto DEEP-FUN vi è l'indagine sui funghi marini profondi, una componente della biodiversità oceanica ancora ampiamente sconosciuta. Gli abissi marini ospitano la più vasta riserva di biodiversità microbica della Terra, con organismi che svolgono funzioni vitali per il funzionamento degli ecosistemi e la regolazione dei principali cicli biogeochimici, come quelli del carbonio, dell'azoto e del fosforo. Nonostante la loro importanza, il contributo dei funghi in questi ambienti rimane poco chiaro. La ricerca si propone di studiare la loro presenza, biomassa e interazioni con altri microrganismi, come virus e batteri, per comprendere appieno il loro ruolo.

Secondo le ipotesi scientifiche, i funghi potrebbero avere un impatto molto più significativo di quanto finora stimato nei meccanismi che regolano gli ecosistemi profondi, in particolare nel sequestro del carbonio. Questo "carbonio oscuro" viene sottratto all'atmosfera e intrappolato nelle profondità oceaniche, influenzando gli equilibri climatici globali. La missione utilizzerà tecnologie innovative, tra cui un Campionatore e incubatore abissale (ASI) e analisi genomiche, per condurre esperimenti in condizioni ambientali realistiche. L'obiettivo è ricostruire la composizione e il funzionamento delle comunità microbiche degli oceani profondi, fornendo nuove intuizioni su uno dei processi più critici per la salute del nostro pianeta.

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