Ambiente

Richieste dell'Industria Plastica Europea per il Sistema di Scambio di Quote di Emissione dell'UE

Sep 22, 20269 Min di Lettura

Plastics Europe ha richiesto una revisione del sistema di scambio di quote di emissione di CO2 dell'Unione Europea, noto come ETS. L'associazione mira a salvaguardare l'industria europea delle materie plastiche da potenziali perdite di competitività e da rischi di delocalizzazione. La loro principale richiesta è il mantenimento delle assegnazioni gratuite in settori dove non esistono ancora meccanismi di protezione equivalenti.

Secondo Plastics Europe, senza specifiche condizioni, l'aumento dei costi derivanti dallo schema ETS potrebbe accelerare il declino industriale, ridurre gli investimenti e favorire il trasferimento delle attività produttive all'estero, anziché generare benefici climatici aggiuntivi. Per questo motivo, l'associazione ha proposto una serie di misure di revisione.

Revisione del Sistema ETS e Supporto all'Industria

L'industria europea delle materie plastiche, attraverso Plastics Europe, ha lanciato un appello per una profonda revisione dello Schema di scambio di quote di emissione di CO2 dell'Unione Europea. L'associazione sottolinea la necessità di proteggere le aziende dalla crescente perdita di competitività e dal rischio concreto di delocalizzazione, che potrebbero compromettere il futuro del settore. La richiesta primaria è di preservare le assegnazioni gratuite di quote di emissione, specialmente in quei settori industriali dove mancano ancora equivalenti strumenti di tutela. Questa misura è considerata cruciale per evitare che l'inasprimento delle normative porti a un esodo delle produzioni verso regioni con regole ambientali meno stringenti, con conseguenze negative sull'occupazione e sull'economia europea nel suo complesso.

Senza adeguate modifiche al sistema ETS, i maggiori oneri finanziari potrebbero, secondo Plastics Europe, non solo accelerare il declino delle attività manifatturiere e scoraggiare gli investimenti, ma anche favorire la delocalizzazione, contraddicendo gli obiettivi climatici che lo schema intende perseguire. L'associazione propone, tra le altre cose, di mantenere le assegnazioni gratuite senza ulteriori restrizioni sui parametri di riferimento, di adottare un calcolo realistico di tali parametri che tenga conto delle specificità industriali e di stabilire una traiettoria realizzabile per il tetto di emissioni, allineata alle reali capacità di decarbonizzazione. Inoltre, viene richiesto che le assegnazioni gratuite siano mantenute finché un meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (CBAM) efficace non sia implementato per le plastiche. Un'altra proposta fondamentale è il reindirizzamento di una parte significativa dei ricavi ETS verso i settori interessati, il riconoscimento del ruolo dello stoccaggio non permanente del carbonio per le plastiche biologiche e basate su CCU, e l'inclusione dell'incenerimento dei rifiuti urbani nell'ambito dell'ETS. Tali misure mirano a garantire un equilibrio tra gli obiettivi ambientali e la sostenibilità economica del settore.

Misure Cruciali per la Decarbonizzazione e la Competitività

Le richieste di Plastics Europe per la revisione dello Schema di scambio di quote di emissione (ETS) dell'UE rappresentano un tentativo strategico di bilanciare la transizione ecologica con la protezione dell'industria. L'associazione evidenzia che, senza una profonda revisione, l'attuale impianto normativo rischia di penalizzare eccessivamente le aziende europee, spingendole verso la delocalizzazione e indebolendo la loro posizione sul mercato globale. Le proposte avanzate mirano a creare un quadro normativo più equo e realistico, che supporti attivamente gli sforzi di decarbonizzazione senza compromettere la vitalità economica del settore. Misure come il mantenimento delle assegnazioni gratuite e la ricalibrazione dei parametri di riferimento sono viste come essenziali per permettere alle imprese di investire nelle tecnologie verdi necessarie per la transizione, senza dover affrontare costi insostenibili nel breve termine.

Nel dettaglio, le richieste di Plastics Europe includono sette punti chiave: il mantenimento delle assegnazioni gratuite senza ulteriori restrizioni, un calcolo dei parametri di riferimento che rifletta fedelmente le realtà industriali, una traiettoria del tetto di emissioni fattibile e coerente con le condizioni necessarie per un percorso di decarbonizzazione, il mantenimento delle assegnazioni gratuite fino all'implementazione di un efficace Meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (CBAM) per le plastiche, il reindirizzamento di una parte cospicua dei ricavi ETS verso i settori coperti, il riconoscimento del ruolo dello stoccaggio non permanente del carbonio per promuovere plastiche di origine biologica e basate su CCU, e l'inclusione dell'incenerimento dei rifiuti urbani nell'ambito dell'ETS. Queste proposte sono volte a creare un ambiente più favorevole per l'innovazione e la sostenibilità all'interno dell'industria plastica, garantendo che le politiche ambientali dell'UE non solo siano efficaci, ma anche giuste e supportino la resilienza economica del settore in un contesto globale competitivo.

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