Animali

Ricollocazione Epocale di Cervi Italici in Calabria per Prevenire l'Estinzione

Oct 30, 2026•6 Min di Lettura

Una nuova e significativa speranza per la sopravvivenza della fauna selvatica si sta manifestando nelle foreste del meridione italiano. Tra il 22 e il 25 ottobre 2026, si è felicemente conclusa la quarta fase dell'"Operazione Cervo Italico", un programma scientifico di grande portata. Questa fase ha comportato lo spostamento di 17 esemplari di cervo italico (11 femmine e 6 maschi) dalla Riserva Naturale Bosco della Mesola, situata in provincia di Ferrara, fino al Parco Regionale delle Serre, nel cuore della Calabria.

Questi nuovi arrivi sono destinati a consolidare la piccola comunità faunistica già presente nel territorio calabrese, che conta attualmente circa 33-34 individui. L'iniziativa, promossa e finanziata dalla Regione Calabria attraverso il Programma regionale FESR FSE+ 2021-2027, è il risultato di una proficua collaborazione tra enti scientifici e di protezione ambientale di rilievo. Tra questi figurano il WWF Italia, l'Università di Siena, Dream Italia, il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità e il Parco Regionale delle Serre, tutti uniti nell'obiettivo comune di salvaguardare questa preziosa sottospecie.

Il cervo italico (Cervus elaphus italicus) si distingue come una sottospecie autoctona la cui unicità è riconosciuta a livello globale. Caratterizzato da una costituzione più modesta e palchi meno ramificati rispetto ad altre popolazioni europee, questo animale era un tempo largamente diffuso nelle pianure e nei boschi dell'Italia nord-orientale. Tuttavia, la sua esistenza è stata gravemente minacciata dalla caccia indiscriminata e dalla crescente urbanizzazione del suo habitat naturale, portandolo sull'orlo dell'estinzione.

I dati storici raccolti dall'ISPRA rivelano che tra il 1945 e il 1947, solo una decina di esemplari sopravvivevano, confinati esclusivamente nell'area ferrarese. Questa situazione di isolamento geografico in un unico ecosistema ha mantenuto elevatissimo il rischio di estinzione, rendendo la popolazione vulnerabile a eventi come incendi localizzati, epidemie o una ridotta variabilità genetica. Per contrastare questa minaccia, nel 2023 gli esperti hanno intrapreso la creazione di una seconda popolazione di sicurezza, stabilita nei caldi e protetti boschi della Calabria.

L'efficacia di questa operazione di ripopolamento è stata eccezionale, fornendo riscontri scientifici incoraggianti. Dal 2023 ad oggi, sono state registrate ben 12 nascite: 2 cuccioli nel 2024, 6 nel 2025 e 4 nel 2026. I ricercatori dell'Università di Siena monitorano costantemente il successo riproduttivo, gli spostamenti e le abitudini dei cervi, avvalendosi di tecnologie avanzate come fototrappole e sofisticati collari GPS applicati agli esemplari. Al di là degli aspetti biotecnologici, un elemento cruciale del progetto è la promozione di una convivenza armoniosa con gli agricoltori locali, al fine di prevenire eventuali danni alle colture. Nei mesi a venire, il WWF e i responsabili del Parco Regionale delle Serre organizzeranno una serie di incontri pubblici per informare i cittadini sui comportamenti adeguati da adottare e per celebrare il ritorno di questa specie faunistica. Questi sforzi congiunti dimostrano un impegno significativo nella salvaguardia della biodiversità e nella creazione di un futuro più sostenibile per il cervo italico.

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