L'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) ha intrapreso un'azione legale contro la decisione della Provincia Autonoma di Bolzano di abbattere un esemplare di lupo. L'organizzazione animalista, attraverso un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), mira a ottenere l'annullamento di un provvedimento che autorizza la soppressione dell'animale, sostenendo fermamente l'adozione di strategie preventive al posto dell'eliminazione. Questa iniziativa evidenzia un dibattito persistente sulle metodologie di gestione della fauna selvatica e sulla salvaguardia delle specie protette nel contesto italiano.
Dettagli del Ricorso ENPA contro l'Abbattimento del Lupo in Alto Adige
Il 14 settembre 2026, l'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), rappresentato dall'avvocato Valentina Stefutti, ha ufficialmente impugnato il decreto n. 15910 emesso dalla Provincia Autonoma di Bolzano in data 11 settembre 2026. Questo provvedimento autorizza l'abbattimento di un lupo all'interno dei territori comunali di Ultimo e Castelbello-Ciardes. L'azione legale mira a ottenere una sospensione cautelare immediata del decreto, impedendo così l'uccisione dell'animale. La presidente nazionale di ENPA, Giusy D'Angelo, ha ribadito la posizione dell'associazione, criticando la politica provinciale come "cruenta e inefficace", poiché privilegia l'eliminazione degli animali anziché l'implementazione di misure preventive contro le predazioni. ENPA contesta la legittimità del decreto, sottolineando lo status di specie protetta del lupo nell'ordinamento italiano e l'assenza di prove concrete sull'identità del lupo responsabile delle aggressioni. L'organizzazione insiste sulla necessità di applicare concretamente strategie di protezione per il bestiame, come un'efficace prevenzione delle predazioni, anziché ricorrere a soluzioni letali e irreversibili.
Questa iniziativa legale solleva importanti interrogativi sulla coesistenza tra l'uomo e la fauna selvatica, mettendo in luce l'urgenza di adottare un approccio più etico e sostenibile. La battaglia di ENPA evidenzia come la prevenzione, la ricerca scientifica e l'educazione possano rappresentare alternative valide e più umane rispetto all'eliminazione degli animali. È un promemoria che la protezione della biodiversità e la tutela degli ecosistemi richiedono soluzioni complesse e lungimiranti, che vadano oltre la semplice e spesso inefficace logica del "fucile", promuovendo un equilibrio in cui la conservazione e il benessere animale siano prioritari.
