Il restauro di una villa storica, progettata negli anni '50 da Mario Galvagni e situata sulla pittoresca costa di Bergeggi, in Liguria, ha rappresentato un'opportunità straordinaria per lo studio Atomaa. L'intervento ha permesso di riscoprire e valorizzare un caposaldo dell'architettura ligure del secondo Novecento, ripristinando la sua forma originaria e l'impatto visivo del cemento a vista, dopo decenni di alterazioni che ne avevano celato l'essenza.
Dettagli della rinascita architettonica in Liguria
In un processo meticoloso, lo studio Atomaa, in collaborazione con Samantha Furlotti, ha guidato il restauro di Casa Sorelle Sanpietro, un'abitazione commissionata da facoltose esponenti della borghesia milanese negli anni Cinquanta. Questa villa, caratterizzata da un'imponente struttura in cemento armato che si protende audacemente sulla scogliera di Bergeggi, è un emblema dell'architettura residenziale di quell'epoca. La sua peculiarità risiede nell'accesso dall'alto, attraverso una terrazza panoramica che sovrasta l'abitazione, quasi celandone l'articolata architettura 'a palafitta' dalla strada, per rivelarla in tutta la sua maestosità solo dal mare.
Il progetto originale di Galvagni, che ha anche curato il piano di lottizzazione della zona, inseriva la villa in un contesto ligure fervido di sperimentazioni architettoniche legate al 'vivere la vacanza', con figure come Marco Zanuso, Giancarlo De Carlo, Ignazio Gardella, Gio Ponti, Vico Magistretti e Luigi Caccia Dominioni. Casa Sorelle Sanpietro è un esempio straordinario di come il cemento armato a vista possa fondersi con il paesaggio, diventando quasi una materia geologica che si ancora alla scogliera e si integra con la macchia mediterranea, creando un'architettura che sembra emergere dalla roccia stessa, in un delicato equilibrio tra solidità e leggerezza.
Nel corso degli anni, l'edificio aveva subito una trasformazione significativa negli anni '80, quando la tendenza a negare la materialità originale portò a dipingere le superfici di bianco, mascherando il dialogo cromatico e materico tra il cemento e il klinker ceramico. Un'ulteriore alterazione fu la chiusura abusiva dello spazio sottostante la casa, originariamente concepito come un vuoto che conferiva alla struttura un senso di 'galleggiamento' sul pendio naturale. Il lungo e accurato restauro, durato tre anni e voluto dal nuovo proprietario, un imprenditore piemontese, ha riportato la villa al suo splendore originale, riscoprendo l'autenticità espressiva delle facciate. Le modifiche hanno incluso il ripristino dei lucernari in vetrocemento sulla copertura piana, la rimozione delle scossaline e l'installazione discreta di un ascensore e di una nuova piscina, il tutto in stretta collaborazione con gli archivi del Comune di Bergeggi, l'architetto Galvagni e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.
Gli interni, curati dal designer Filippo Faletti, sono caratterizzati da finiture chiare e neutre che creano un armonioso contrasto con la ruvidità della struttura in cemento armato. La scelta degli arredi, come le sedute Gambadilegno di Enzo Mari per Driade, è stata orientata a non prevaricare lo spazio, ma a valorizzare le tracce originali, elevando il design contemporaneo in un contesto storico. Il progetto non è una mera celebrazione del passato, ma una rilettura consapevole che ristabilisce il dialogo calibrato tra l'edificio, il territorio e il mare, riaffermando il legame indissolubile tra la dimora e il paesaggio ligure.
Il minuzioso lavoro di restauro di Casa Sorelle Sanpietro rappresenta un modello esemplare di come l'architettura storica possa essere non solo conservata, ma anche reinterpretata con sensibilità e intelligenza. È un promemoria potente che il rispetto per il passato e la visione per il futuro possono coesistere, generando spazi che non solo onorano la loro eredità, ma continuano a ispirare e ad arricchire il panorama architettonico. Questo progetto evidenzia l'importanza di un approccio consapevole e rispettoso del contesto, dove ogni intervento è un'occasione per ristabilire un dialogo autentico tra l'opera umana e la bellezza intrinseca del paesaggio circostante. La rinascita di questa villa non è solo un successo tecnico, ma anche una lezione di armonia estetica e di valorizzazione culturale.
