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VéGé dice addio alle uova da galline in gabbia: un passo avanti per il benessere animale

Sep 18, 20265 Min di Lettura
Il Gruppo VéGé, una delle principali realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha recentemente annunciato una svolta significativa in materia di benessere animale. L'azienda ha preso un impegno pubblico per eliminare gradualmente le uova provenienti da galline allevate in gabbia dalla propria filiera, estendendo questa decisione anche ai sistemi cosiddetti "combinati". Questa scelta rappresenta un passo importante verso pratiche più etiche nel settore alimentare e si allinea con le crescenti richieste dei consumatori e delle organizzazioni per la protezione degli animali.

Un futuro senza gabbie: l'impegno di VéGé per il benessere animale

La decisione innovativa di Gruppo VéGé contro le uova da allevamenti in gabbia

Il Gruppo VéGé ha ufficialmente dichiarato la sua intenzione di cessare l'approvvigionamento di uova provenienti da galline allevate in gabbia. Un elemento distintivo di questa politica è l'inclusione dei sistemi di allevamento combinati, spesso classificati come "a terra", ma che in realtà possono limitare significativamente la libertà di movimento delle galline. Questa iniziativa è frutto di un dialogo con l'organizzazione Animal Equality Italia e completa il quadro degli impegni "cage-free" già assunti da altre importanti catene di supermercati nel panorama italiano.

Tempistiche e impatto della transizione "cage-free" di VéGé

La transizione di Gruppo VéGé verso un approvvigionamento di uova esclusivamente da allevamenti senza gabbie avrà tempistiche differenziate. Per quanto riguarda le uova fresche a marchio proprio, l'obiettivo è raggiungere la completa eliminazione delle forniture da allevamenti in gabbia entro il 2026. Per le imprese associate, invece, il percorso sarà più esteso, con una data limite fissata al 2034. Il gruppo si è inoltre impegnato a pubblicare annualmente i progressi raggiunti, monitorando la percentuale di conversione. Si stima che questa decisione avrà un impatto positivo sul benessere di oltre 1,4 milioni di galline ovaiole.

L'importanza cruciale dell'esclusione dei sistemi di allevamento combinati

La decisione di VéGé di escludere anche i sistemi combinati è particolarmente rilevante. Per comprendere appieno questa scelta, è utile fare riferimento ai codici stampati sulle uova: il codice "0" indica uova biologiche, "1" uova da allevamento all'aperto, "2" uova da allevamento a terra e "3" uova da galline in gabbia. I sistemi combinati, pur rientrando nella categoria "2" (allevamento a terra), possono presentare strutture multipiano con elementi mobili che, in determinate circostanze, limitano gli spostamenti delle galline. La scelta di VéGé supera questa ambiguità, garantendo ai consumatori che le uova acquistate non provengano da alcun tipo di allevamento che comprometta la libertà di movimento delle galline.

La situazione attuale e i progressi nel superamento degli allevamenti in gabbia in Italia

Nonostante i progressi, il problema degli allevamenti in gabbia non è ancora completamente risolto in Italia. Secondo dati recenti, circa il 34% delle oltre 43 milioni di galline ovaiole allevate annualmente nel paese si trova ancora in gabbia. Sebbene le gabbie non arricchite siano vietate dal 2012, quelle arricchite con requisiti minimi di spazio e dotazioni sono ancora permesse. La mossa di VéGé si aggiunge a quella di altri grandi attori della GDO italiana, come Carrefour, Esselunga, Iper, Aldi, Bennet, Conad, Coop, Despar, Gruppo Selex, Lidl e Unes, che hanno già annunciato politiche "cage-free". Questi impegni collettivi rappresentano un passo fondamentale verso un futuro in cui le uova da galline in gabbia saranno definitivamente un ricordo del passato.

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