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Cene senza schermi: un progetto sardo incoraggia le famiglie a disconnettersi per riconnettersi

Oct 27, 2026•3 Min di Lettura

Un'iniziativa pionieristica in Sardegna sta ridefinendo il momento del pasto familiare, allontanando gli schermi luminosi dei telefoni cellulari per promuovere il dialogo e la socialità. Il progetto, denominato 'A tavola senza schermi', è stato lanciato ufficialmente a Cagliari ed è frutto di una collaborazione tra Anna Cau, Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, ed Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sardegna. Per un mese, 15 ristoranti, distribuiti in diverse località dell'isola come Cagliari, Quartu Sant'Elena, Capoterra, Nuoro, Bari Sardo, Ussassai, Oristano, Alghero, Olbia e Santa Teresa Gallura, parteciperanno a questa sperimentazione, invitando le famiglie a riscoprire il piacere di stare insieme senza distrazioni digitali.

Il programma, inizialmente concepito per otto strutture e successivamente esteso, prevede che le famiglie aderiscano volontariamente a un 'patto di disconnessione' all'arrivo. Ai tavoli viene consegnato un 'Kit del Ritrovo' che include matite, giochi da tavolo adatti a diverse età e un pieghevole informativo con un codice QR per accedere a risorse educative. Le regole del 'Patto a Tavola' sono semplici: depositare gli smartphone in una borsa o in un apposito contenitore, utilizzare i giochi durante l'attesa dei piatti, concordare eventuali eccezioni e allontanarsi dal tavolo per rispondere a chiamate urgenti. Questo approccio ludico e consapevole mira a facilitare la riappropriazione di uno spazio di interazione genuina.

Questa iniziativa affonda le sue radici in dati allarmanti sull'uso degli smartphone tra i giovani, come sottolineato da Osama Al Jamal, presidente della Fimp Sardegna. Statistiche recenti indicano che il 95% degli adolescenti italiani utilizza regolarmente lo smartphone, con oltre la metà che lo tiene acceso 24 ore su 24 e un quarto che manifesta un utilizzo problematico. Al Jamal ha evidenziato come l'uso eccessivo di questi dispositivi possa portare a disturbi come insonnia, isolamento sociale e autolesionismo. L'87% dei genitori, inoltre, ha espresso il bisogno di supporto e informazioni pratiche per gestire questo fenomeno, evidenziando l'urgenza di interventi concreti.

Giuseppe Scura, direttore di Confcommercio Sud Sardegna, ha posto l'accento sulla metodologia e sul ruolo fondamentale delle imprese locali, evidenziando il carattere volontario dell'adesione come motore principale del progetto. I ristoranti partecipanti diventano così centri attivi di sensibilizzazione comunitaria. L'auspicio degli ideatori è che l'esperienza positiva vissuta al ristorante si trasformi in un'abitudine virtuosa da estendere anche all'ambiente domestico, riconoscendo che l'esempio e la guida devono venire dagli adulti.

Il progetto 'A tavola senza schermi' in Sardegna rappresenta un tentativo concreto di contrastare la dipendenza dai dispositivi digitali e di promuovere la qualità delle relazioni familiari. Attraverso la creazione di un ambiente libero da distrazioni tecnologiche, si incoraggiano i momenti di convivialità, gioco e dialogo, con l'obiettivo di migliorare il benessere dei minori e delle famiglie nel loro complesso. L'iniziativa non solo sensibilizza sull'importanza della disconnessione, ma offre anche strumenti pratici per realizzarla, sperando che diventi un modello replicabile su larga scala.

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