Le misurazioni tradizionali delle calorie, in uso da oltre un secolo, forniscono un'indicazione approssimativa dell'energia che il corpo di un individuo assimila. Questa limitazione è stata a lungo riconosciuta dagli esperti, che ne hanno sottolineato la necessità di un aggiornamento. Un nuovo modello matematico, frutto della ricerca dell'Università del Texas, promette di superare queste imprecisioni, offrendo una valutazione più accurata dell'assorbimento dei nutrienti, con implicazioni significative per la nutrizione personalizzata e la gestione del peso.
Il nuovo approccio, chiamato DAMM (Digestione, Assorbimento e Metabolismo Microbico), introduce una prospettiva rivoluzionaria nel calcolo energetico. Questo modello non si limita a considerare il valore calorico intrinseco degli alimenti, ma approfondisce il percorso digestivo completo, includendo il ruolo fondamentale del microbiota intestinale. I ricercatori hanno dimostrato che la composizione del microbiota influenza in modo determinante la capacità del corpo di convertire il cibo in energia, spiegando le differenze individuali nell'assorbimento calorico anche a parità di alimenti consumati.
Il modello DAMM traccia il cibo dallo stomaco, attraverso l'intestino tenue, fino al colon e al retto, monitorando ciò che viene assorbito e ciò che viene eliminato. Nel colon, il microbiota scompone i residui alimentari, rilasciando acidi grassi a catena corta, che rappresentano una fonte energetica aggiuntiva non considerata nei conteggi calorici tradizionali. Questa fonte, stimata in circa 140 calorie giornaliere, costituisce un contributo significativo al fabbisogno energetico totale, con l'85% di tale apporto proveniente dalla fermentazione nella porzione principale del colon.
Per validare il modello DAMM, è stato condotto uno studio su volontari, sottoposti a due tipi di diete: una ricca di fibre (Microbiome Enhancer Diet - MBD) e una tipicamente occidentale, ricca di alimenti processati e povera di fibre. Nonostante le due diete fossero equivalenti in termini di calorie secondo i calcoli convenzionali, il modello DAMM ha rivelato che i partecipanti alla dieta MBD assorbivano in media 116 calorie in meno al giorno, pur senza avvertire maggiore fame. Ciò ha confermato che l'energia effettivamente assimilata non dipende solo dal tipo di alimento, ma anche dalla sua elaborazione e, soprattutto, dalla specifica composizione del microbiota intestinale di ogni individuo.
Questi risultati hanno un duplice impatto. Da un lato, rafforzano l'idea che le etichette nutrizionali attuali offrono solo una stima generica delle calorie, suggerendo che un approccio più personalizzato alla dieta sia essenziale. Dall'altro, aprono nuove frontiere per la medicina e la nutrizione, permettendo la calibrazione di diete su misura basate sul profilo del microbiota di ciascuno. Questo potrebbe portare a strategie più efficaci per la perdita di peso, la gestione di malattie metaboliche come il diabete e l'obesità, e lo sviluppo di nuove terapie mirate al microbiota e all'assorbimento degli acidi grassi.
