Un'iniziativa pionieristica in Sardegna sta ridefinendo il momento del pasto familiare, allontanando gli schermi luminosi dei telefoni cellulari per promuovere il dialogo e la socialità. Il progetto, denominato 'A tavola senza schermi', è stato lanciato ufficialmente a Cagliari ed è frutto di una collaborazione tra Anna Cau, Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, ed Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sardegna. Per un mese, 15 ristoranti, distribuiti in diverse località dell'isola come Cagliari, Quartu Sant'Elena, Capoterra, Nuoro, Bari Sardo, Ussassai, Oristano, Alghero, Olbia e Santa Teresa Gallura, parteciperanno a questa sperimentazione, invitando le famiglie a riscoprire il piacere di stare insieme senza distrazioni digitali.
Il programma, inizialmente concepito per otto strutture e successivamente esteso, prevede che le famiglie aderiscano volontariamente a un 'patto di disconnessione' all'arrivo. Ai tavoli viene consegnato un 'Kit del Ritrovo' che include matite, giochi da tavolo adatti a diverse età e un pieghevole informativo con un codice QR per accedere a risorse educative. Le regole del 'Patto a Tavola' sono semplici: depositare gli smartphone in una borsa o in un apposito contenitore, utilizzare i giochi durante l'attesa dei piatti, concordare eventuali eccezioni e allontanarsi dal tavolo per rispondere a chiamate urgenti. Questo approccio ludico e consapevole mira a facilitare la riappropriazione di uno spazio di interazione genuina.
Questa iniziativa affonda le sue radici in dati allarmanti sull'uso degli smartphone tra i giovani, come sottolineato da Osama Al Jamal, presidente della Fimp Sardegna. Statistiche recenti indicano che il 95% degli adolescenti italiani utilizza regolarmente lo smartphone, con oltre la metà che lo tiene acceso 24 ore su 24 e un quarto che manifesta un utilizzo problematico. Al Jamal ha evidenziato come l'uso eccessivo di questi dispositivi possa portare a disturbi come insonnia, isolamento sociale e autolesionismo. L'87% dei genitori, inoltre, ha espresso il bisogno di supporto e informazioni pratiche per gestire questo fenomeno, evidenziando l'urgenza di interventi concreti.
Giuseppe Scura, direttore di Confcommercio Sud Sardegna, ha posto l'accento sulla metodologia e sul ruolo fondamentale delle imprese locali, evidenziando il carattere volontario dell'adesione come motore principale del progetto. I ristoranti partecipanti diventano così centri attivi di sensibilizzazione comunitaria. L'auspicio degli ideatori è che l'esperienza positiva vissuta al ristorante si trasformi in un'abitudine virtuosa da estendere anche all'ambiente domestico, riconoscendo che l'esempio e la guida devono venire dagli adulti.
Il progetto 'A tavola senza schermi' in Sardegna rappresenta un tentativo concreto di contrastare la dipendenza dai dispositivi digitali e di promuovere la qualità delle relazioni familiari. Attraverso la creazione di un ambiente libero da distrazioni tecnologiche, si incoraggiano i momenti di convivialità, gioco e dialogo, con l'obiettivo di migliorare il benessere dei minori e delle famiglie nel loro complesso. L'iniziativa non solo sensibilizza sull'importanza della disconnessione, ma offre anche strumenti pratici per realizzarla, sperando che diventi un modello replicabile su larga scala.
