Un'iniziativa cruciale per affrontare la crescente scarsità d'acqua e promuovere un uso più sostenibile delle risorse è stata avviata con un finanziamento di 1,3 milioni di euro dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Questo progetto, denominato "Risorsa Idrica e Sistema Energetico", si concentra sul recupero e riutilizzo delle risorse idriche non convenzionali, quali acque reflue trattate e acque meteoriche, per rafforzare la sicurezza idrica ed energetica, specialmente nelle aree più vulnerabili alla siccità. L'obiettivo è supportare l'agroindustria e altri settori produttivi attraverso un approccio integrato che vede l'acqua non solo come un bene da proteggere, ma anche come una risorsa da valorizzare e reintegrare nel ciclo produttivo. Coordinato da ENEA, il progetto coinvolge importanti istituzioni accademiche come il Politecnico di Torino e le Università di Bologna e Ferrara, ed è già in fase avanzata con tre linee di ricerca completate nei primi 18 mesi di attività.
La prima fase del progetto ha mirato a creare un quadro conoscitivo dettagliato della disponibilità idrica a livello territoriale e dei consumi nei settori energetico, della depurazione e dell'agricoltura. Questo è stato realizzato attraverso l'analisi e l'armonizzazione di banche dati georeferenziate, al fine di identificare le opportunità di recupero e riutilizzo delle risorse. Come evidenziato da Luigi Petta, responsabile del Laboratorio Tecnologie per la gestione circolare di acqua e reflui di ENEA, è stato valutato il potenziale di riutilizzo delle acque reflue trattate a livello nazionale e sono stati individuati casi studio rappresentativi del settore agroindustriale per l'analisi dei bilanci idrici ed energetici. Queste informazioni fondamentali serviranno da base per sviluppare soluzioni che possano ridurre la pressione sulle risorse idriche tradizionali e migliorare l'efficienza nell'impiego di acqua ed energia lungo l'intera catena produttiva.
La seconda linea di ricerca si è focalizzata sulle isole minori, territori particolarmente esposti alla limitata disponibilità di risorse idriche. È stata sviluppata una metodologia replicabile per incrementare la resilienza idrica ed energetica tramite il recupero delle acque piovane e il riutilizzo dei reflui depurati. Questo modello segue l'approccio WEF (Water-Energy-Food Nexus), che analizza le interconnessioni tra acqua, energia e produzione alimentare, promuovendo soluzioni che generano benefici simultanei in tutti e tre i settori. Un caso studio è stato condotto sull'isola di Ventotene, dimostrando i potenziali vantaggi connessi all'uso di fonti idriche non convenzionali. Gli interventi ipotizzati includono la riattivazione delle cisterne storiche per la raccolta dell'acqua piovana e la creazione di sistemi decentralizzati per l'irrigazione, oltre alla valorizzazione del riutilizzo delle acque reflue. L'obiettivo è creare un modello di gestione più autosufficiente e sostenibile, capace di ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali e di soddisfare le esigenze specifiche delle piccole isole.
La terza area di indagine ha esplorato i molteplici impieghi delle acque reflue depurate, compreso il loro utilizzo in ambito energetico, come la produzione di idrogeno. Contestualmente, è stato elaborato un quadro conoscitivo sulla presenza di microinquinanti emergenti e microplastiche nelle acque reflue destinate al riutilizzo. Questo aspetto è di primaria importanza, poiché l'ampliamento delle possibilità di impiego delle acque recuperate richiede garanzie sulla loro qualità e sicurezza. Pertanto, il lavoro ha previsto l'individuazione delle sostanze da monitorare, delle metodologie di analisi e delle tecnologie di trattamento più efficaci per ridurre la presenza degli inquinanti. Le attività sperimentali pianificate nelle prossime fasi del progetto consentiranno di verificare sul campo l'efficacia delle tecnologie individuate e di approfondire le condizioni necessarie per un riutilizzo sicuro delle acque depurate, garantendo così la sostenibilità del processo.
In sintesi, il progetto condotto da ENEA e dai suoi partner accademici mira a fornire strumenti conoscitivi e soluzioni tecnologiche innovative per una gestione circolare delle risorse idriche, con un'attenzione particolare alle regioni più vulnerabili. Questo percorso unisce ricerca, innovazione e sostenibilità, trasformando le acque meteoriche e i reflui trattati in risorse strategiche per i settori agricolo, industriale ed energetico, contribuendo a un futuro più resiliente e sostenibile.
