Animali

ENPA e Associazioni in Presidio a Verona: Appello per il Ritiro del DDL Caccia che Minaccia la Fauna Selvatica

Jul 23, 20265 Min di Lettura

Il dibattito sulla protezione della fauna selvatica e il futuro della caccia in Italia ha raggiunto un punto cruciale, con un presidio significativo organizzato a Verona dall'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) e da un'ampia coalizione di altre 24 organizzazioni per la tutela ambientale e animale. L'obiettivo principale di questa mobilitazione è sollecitare il ritiro del DDL Caccia 1552, una proposta di legge che, secondo le associazioni, rappresenterebbe un serio regresso nella salvaguardia della biodiversità nazionale, compromettendo gli sforzi per una gestione più sostenibile del territorio e dei suoi abitanti selvatici.

L'appuntamento è fissato per il 24 luglio in Piazza dei Signori, a Verona, dove i rappresentanti delle associazioni si riuniranno per esprimere la loro ferma opposizione al disegno di legge. Tra le organizzazioni partecipanti spicca la Sezione Enpa di Verona, affiancata da numerose altre realtà attive nella difesa della natura. La preoccupazione principale riguarda l'orientamento del DDL 1552, che, se approvato, modificherebbe la legge 157/1992, la normativa vigente sulla protezione della fauna selvatica, in modi che le associazioni ritengono dannosi. Si teme un'espansione delle opportunità per l'attività venatoria, una diminuzione delle garanzie per gli animali selvatici e una marginalizzazione del ruolo della ricerca scientifica nelle decisioni relative alla conservazione del patrimonio naturale.

Le critiche mosse al DDL sono molteplici e toccano diversi aspetti chiave. Si contestano, in particolare, la potenziale estensione dei periodi di caccia, l'apertura alla pratica venatoria in aree demaniali, l'ampliamento delle specie che possono essere cacciate, l'introduzione dell'uso di visori notturni nella caccia di selezione e, soprattutto, il ridimensionamento delle competenze dell'ISPRA. Quest'ultimo punto è ritenuto particolarmente grave, in quanto il parere dell'ISPRA, un ente tecnico-scientifico fondamentale per la protezione ambientale, passerebbe da vincolante a meramente consultivo, indebolendo la base scientifica delle decisioni in materia di gestione faunistica.

Romano Giovannoni, presidente della Sezione ENPA di Verona, ha espresso con forza le ragioni della protesta, affermando che il DDL Caccia 1552 non è motivato da autentiche esigenze di protezione della fauna o di gestione scientifica del territorio. Al contrario, lo ha descritto come un insieme di interessi che rischiano di sacrificare il patrimonio naturale italiano. Ha sottolineato come il provvedimento cerchi di ampliare gli spazi concessi alla caccia, ignorando la crescente sensibilità dei cittadini verso la tutela degli animali selvatici. La manifestazione, quindi, mira a difendere un patrimonio che, come ha ricordato Giovannoni, appartiene a tutti e merita politiche basate su prove scientifiche, non sugli interessi di una minoranza.

Il presidio di Verona non è solo un atto di protesta, ma anche un invito alla cittadinanza a prendere parte attiva nella difesa dell'ambiente e della legalità. Le associazioni promotrici sperano di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle possibili conseguenze di questa riforma, che potrebbe compromettere seriamente la conservazione della biodiversità. L'evento rappresenta un momento cruciale di mobilitazione e sensibilizzazione pubblica, in vista del proseguimento dell'iter parlamentare del DDL Caccia 1552, con l'auspicio che le voci a difesa della natura possano influenzare le decisioni future.

La mobilitazione del 24 luglio a Verona, promossa da ENPA e da altre 24 associazioni, rappresenta un fronte unito contro il DDL Caccia 1552. L'iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle criticità della proposta di legge, che potrebbe compromettere la tutela della fauna selvatica e della biodiversità italiana, minando il ruolo della scienza nella gestione ambientale e ampliando le attività venatorie in modo insostenibile. Questo appello alla mobilitazione collettiva sottolinea l'importanza di difendere un patrimonio naturale comune e il diritto dei cittadini a un ambiente protetto, basato su principi di legalità e sostenibilità.

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