Ambiente

Il Piemonte propone una nuova legge regionale per contrastare il cambiamento climatico

Sep 11, 20268 Min di Lettura

L'Alleanza Verdi Sinistra (AVS) ha recentemente presentato al Consiglio regionale del Piemonte una bozza di legge mirata a contrastare l'avanzamento del cambiamento climatico e a conseguire la neutralità climatica. Questa iniziativa, divulgata il 10 settembre 2026, si prefigge di integrare in maniera sistemica gli obiettivi legati al clima all'interno delle politiche regionali più rilevanti, spaziando dalla sanità ai sistemi di trasporto, dall'agricoltura alle strategie energetiche, fino alla pianificazione del territorio. La proposta, dettagliata dalle consigliere regionali Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro, stabilisce un traguardo di neutralità climatica entro il 2050 e un taglio delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030. Comprende inoltre disposizioni specifiche sulla decarbonizzazione dei consumi energetici, la promozione dell'economia circolare, il contenimento del consumo di suolo e il rafforzamento della resilienza dei territori. Si tratta di un passo significativo per il Piemonte, che intende passare da una gestione emergenziale a una pianificazione a lungo termine per affrontare la crisi climatica.

Un punto cardine della proposta legislativa di AVS è la creazione di una struttura di governance dedicata. Si propone l'istituzione di un 'Ufficio per il clima e la transizione giusta' direttamente all'interno del Gabinetto del Presidente della Regione. Questo ufficio avrebbe il mandato di formulare la Strategia e il Piano climatico regionale, monitorarne l'implementazione e valutarne la coerenza con i programmi di tutti i settori interessati. La strategia regionale di mitigazione e adattamento prevista dovrà essere rivista ogni cinque anni e sarà accompagnata da un budget di carbonio regionale e da budget specifici per settore. Tali budget dovrebbero definire obiettivi intermedi per il 2030, 2040 e 2050 per settori chiave come energia, servizio idrico, edilizia, mobilità, agricoltura, foreste, rifiuti, industria e servizi. Qualora si verificassero deviazioni dagli obiettivi prefissati, la Giunta regionale sarebbe tenuta a presentare al Consiglio misure correttive adeguate.

La proposta legislativa enfatizza anche l'importanza di integrare gli aspetti di mitigazione e adattamento climatico negli strumenti di pianificazione regionali primari. Questi includono il Piano energetico ambientale, il Piano per la qualità dell'aria, gli strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica, la programmazione agricola, i piani di mobilità e trasporti, la strategia forestale, la salvaguardia delle risorse idriche, la gestione dei rifiuti e la programmazione socio-sanitaria. Viene inoltre introdotta la necessità di una 'valutazione di coerenza climatica' per le decisioni pubbliche di grande rilievo, che dovrà considerare le emissioni, il carbon budget, la resilienza, la qualità dell'aria e gli impatti sulla salute. Tra i principi innovativi vi sono la 'non regressione climatica', che mira a prevenire azioni che potrebbero aggravare il quadro delle emissioni o della resilienza, e il 'green budgeting', che renderebbe gli impatti climatici un criterio fondamentale nella formulazione del bilancio regionale. Questa impostazione si contrappone all'attuale gestione della Giunta Cirio, che AVS definisce un 'negazionismo operativo', evidenziando come l'attuale approccio si limiti a interventi di natura emergenziale. Viene inoltre sollevata una contestazione politica riguardo la gestione dei data center e le dichiarazioni attribuite all'assessore Matteo Marnati, che sembrerebbero discostarsi dagli obiettivi di decarbonizzazione.

La proposta attribuisce un ruolo fondamentale ai Comuni, prevedendo che la Regione fornisca supporto tramite contributi, banche dati, piattaforme interoperabili e assistenza tecnica per la creazione e il monitoraggio dei Piani d'azione per l'energia sostenibile e il clima. Saranno elaborate linee guida per l'integrazione dell'adattamento e della resilienza negli strumenti urbanistici ed edilizi, con focus su consumo di suolo, rigenerazione urbana, contrasto alle isole di calore, permeabilità dei terreni, gestione delle acque piovane e implementazione di infrastrutture verdi e blu. Per il settore imprenditoriale, sono previsti strumenti volontari e incentivi. I piani aziendali per la mitigazione e l'adattamento dovrebbero permettere la misurazione delle emissioni, la definizione di obiettivi di riduzione e la valutazione dei rischi climatici. Per le micro e piccole imprese, sono ipotizzati moduli semplificati, voucher, supporto tecnico e premialità nell'accesso a contributi, incentivi, bandi e gare regionali. Un capitolo specifico è dedicato all'agroecologia, con un programma regionale volto a sostenere pratiche che tutelano il suolo, la biodiversità e le risorse idriche, favorendo l'adattamento a fenomeni come siccità, ondate di calore e precipitazioni intense. I bandi agricoli potrebbero inoltre privilegiare le aziende che si impegnano attivamente nella protezione del territorio.

Per garantire la trasparenza e la partecipazione, la proposta prevede l'istituzione di un Comitato scientifico indipendente, composto da esperti provenienti da università ed enti di ricerca. Questo Comitato avrà il compito di esprimere pareri sulla Strategia e sul Piano climatico e di presentare annualmente una relazione pubblica sull'avanzamento dell'attuazione della legge. Parallelamente, verrà istituito un Forum regionale permanente per il clima, che coinvolgerà enti locali, associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali e il terzo settore. Inoltre, è prevista la creazione di un'Assemblea dei giovani per il clima, con funzioni consultive e propositive, per assicurare il coinvolgimento delle nuove generazioni. Queste misure sono state annunciate a seguito di un'estate particolarmente calda, e rappresentano un tentativo concreto di indirizzare l'azione regionale verso una pianificazione a lungo termine piuttosto che una reazione a emergenze puntuali. Le prime presentazioni pubbliche di questa importante proposta sono programmate per il 23 settembre a Torino, presso la sede di Sinistra Ecologista, e successivamente a Biella, per informare e coinvolgere la cittadinanza.

La proposta di legge piemontese, formulata dall'Alleanza Verdi Sinistra, si configura come un'iniziativa complessiva per affrontare le sfide del cambiamento climatico, integrando obiettivi di sostenibilità in ogni ambito della governance regionale. La sua finalità è quella di trasformare l'approccio alla questione climatica, passando da una gestione reattiva a una proattiva, attraverso strumenti legislativi e strutture operative dedicate. Si mira a stabilire un percorso chiaro e misurabile verso la neutralità climatica, coinvolgendo attivamente la società civile, il mondo della ricerca e le imprese, e ponendo le basi per un futuro più sostenibile per il Piemonte.

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