Animali

Nessun cenno allo stop alle gabbie nel programma UE 2027: delusione per gli animalisti

Nov 05, 2026•10 Min di Lettura
La presente analisi esplora la controversa assenza di riferimenti alla progressiva eliminazione delle gabbie per animali da allevamento all'interno del programma di lavoro dell'Unione Europea per il 2027, nonostante precedenti impegni presi. Vengono esaminate le reazioni delle organizzazioni per i diritti degli animali e le prospettive future in merito a questa cruciale questione.

Un'omissione che lascia l'amaro in bocca: il futuro incerto degli animali da allevamento in Europa

Silenzio preoccupante nel piano di lavoro annuale dell'UE

Nonostante la Commissione Europea avesse annunciato, all'interno della Strategia sull'Allevamento dello scorso luglio, l'intenzione di proporre una normativa per proibire l'impiego di gabbie per le scrofe entro la prima metà del 2027, l'attuale programma di lavoro per l'anno venturo, reso pubblico oggi, ignora completamente tale promessa. Questa dimenticanza solleva grandi perplessità tra le organizzazioni che tutelano gli animali.

La voce unanime delle associazioni: un impegno da mantenere

«Sono trascorsi ormai cinque anni da quando la Commissione Europea si è impegnata a presentare proposte legislative per abolire l'allevamento in gabbia. Ci aspettiamo che tale promessa venga mantenuta, come ribadito lo scorso luglio. Gli animali non possono più attendere», hanno dichiarato congiuntamente nove importanti associazioni animaliste e ambientaliste italiane, facenti parte della coalizione italiana End the Cage Age. Queste includono Animal Equality Italia, Animal Law Italia, CIWF Italia, ENPA, Essere Animali, Humane World For Animals Italia, LAV, Legambiente e LNDC Animal Protection.

Oltre le scrofe: il benessere di altri animali in gioco

Oltre alla proposta legislativa riguardante le scrofe, la suddetta Strategia prevedeva per l'anno in corso progressi analoghi volti a migliorare gli standard di benessere per le galline destinate alla produzione di uova. Gli attivisti commentano: «Le prossime settimane, che ci separano dall'inizio del 2027, rappresenteranno un'altra significativa occasione per la Commissione Europea di dimostrare concretamente la sua volontà di porre fine all'era delle gabbie».

Un raggio di speranza da parte della Commissione

Contemporaneamente alla divulgazione del programma di lavoro, è giunto dalla Commissione un segnale confortante. Intervenendo alla cerimonia di premiazione dei «Premi Benessere Animale», riconoscimenti assegnati da Compassion in World Farming (CIWF) alle aziende che apportano notevoli miglioramenti alle condizioni di vita degli animali nelle loro filiere, il Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale, Olivér Várhelyi, ha infatti affermato:

Integrazione tra benessere animale e competitività economica

«Il benessere degli animali e la prosperità economica non sono necessariamente in contrasto. Con l'approccio adeguato, possono coesistere. Entro la fine dell'anno, mi propongo di avviare una revisione specifica delle normative sul benessere delle galline ovaiole e dei polli da carne, focalizzandomi sull'eliminazione graduale delle gabbie, sull'introduzione di indicatori pratici per la valutazione del benessere negli allevamenti e sull'adozione di requisiti equivalenti per i prodotti importati. Inoltre, entro il secondo trimestre del prossimo anno, il 2027, prevediamo di presentare una proposta simile concernente il benessere dei suini, che includerà il passaggio da sistemi in gabbia a sistemi di stabulazione in recinti per le scrofe.»

Ulteriori impegni per la tutela degli animali

Durante il suo discorso, Várhelyi ha inoltre riaffermato l'intenzione di proibire la soppressione dei pulcini maschi di un giorno.

Una promessa disattesa e la battaglia legale

Le proposte legislative volte a eliminare l'uso delle gabbie negli allevamenti di scrofe e galline rappresentano la risposta a una petizione firmata da 1,4 milioni di cittadini europei, promotori dell'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) denominata End the Cage Age. Questa iniziativa, supportata da 170 associazioni guidate da CIWF, ha ottenuto nel 2021 un risultato storico: per la prima volta, la Commissione Europea ha accolto favorevolmente tutte le richieste di un'ICE, impegnandosi a presentare entro il 2023 proposte legislative per proibire l'uso delle gabbie negli allevamenti dell'UE. Tuttavia, questo impegno non è stato finora onorato dalla Commissione.

Ondate di indignazione e ricorso alla Corte di Giustizia

Questa promessa non mantenuta ha scatenato ondate di sdegno e proteste negli ultimi anni, coinvolgendo associazioni e attivisti da ogni parte d'Europa. Nel marzo del 2024, il Comitato dei cittadini promotori dell'ICE ha presentato un ricorso contro la Commissione Europea presso la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sostenuto da Compassion in World Farming e affiancato da altre associazioni – Animal Equality Italia, LAV ed Eurogroup for Animals – ammesse a partecipare al ricorso in qualità di intervenienti. Per la prima volta, si esamina se la Commissione sia tenuta a seguire l'iter previsto da un'ICE dopo aver promesso di presentare una proposta legislativa.

Il desiderio dei cittadini contro la realtà degli allevamenti

Una stragrande maggioranza, l'89% dei cittadini dell'UE – circa 400 milioni di persone – è convinta che gli animali non debbano essere allevati in gabbie singole. In Italia, tale percentuale è persino superiore, raggiungendo il 91%. Eppure, quasi 300 milioni di animali, tra cui suini, galline, conigli, oche, vitelli, quaglie e anatre, continuano a subire la reclusione in gabbie all'interno degli allevamenti dell'Unione Europea. Gli animali allevati in gabbia sono costretti a vivere in ambienti spogli, eccessivamente affollati o, al contrario, completamente privi di contatti sociali, impossibilitati a girarsi su sé stessi o a manifestare anche i più elementari comportamenti naturali.

La battaglia continua: un futuro senza gabbie

«Accogliamo con favore l'impegno riaffermato dal Commissario, ma sarebbe stato ben più rassicurante vederlo formalizzato nel programma di lavoro della Commissione Europea, in linea con quanto già annunciato quest'estate: presentare nel 2027 una proposta legislativa per porre fine all'uso delle gabbie per le scrofe», commenta la coalizione italiana End the Cage Age. «Incoraggiamo l'esecutivo europeo a proporre una normativa ambiziosa e tempestiva che migliori la vita delle milioni di scrofe che ogni anno, in Europa, sono costrette a trascorrere metà della propria esistenza in gabbie così piccole da non consentire loro di girarsi o di prendersi cura dei propri piccoli.»

L'impegno incrollabile delle associazioni

Le associazioni chiariscono che la campagna per abolire l'era delle gabbie è lungi dall'essere conclusa. «Cinque anni fa la Commissione Europea si è impegnata a porre fine all'era delle gabbie per ogni specie», commentano. «Non ci fermeremo finché ogni singola gabbia non sarà vuota e questo sistema crudele e obsoleto sarà solo un brutto ricordo.»

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