Un'era di compassione inizia: l'Ungheria libera gli animali selvatici dal circo, spronando il mondo intero a seguirne l'esempio.
Un Nuovo Capitolo per il Benessere Animale in Ungheria
Un'innovativa normativa governativa, il Decreto 124/2026, segna una svolta epocale per la protezione degli animali in Europa, grazie all'Ungheria che ha ufficialmente proibito l'impiego di specie selvatiche negli spettacoli circensi. A partire dal primo gennaio 2027, questa decisione, comunicata dalla portavoce dell'esecutivo Éva Magyar, è il culmine di decenni di impegno da parte delle organizzazioni ambientaliste. Tra queste, spicca il contributo di Raul Vida, direttore della rivista Prove, che ha giocato un ruolo chiave in questa storica vittoria per i diritti degli animali.
Ambito e Portata della Nuova Normativa Ungherese
La legislazione ungherese impone un divieto totale sull'addestramento, l'allevamento, l'acquisizione e l'esibizione di 25 diverse categorie di animali, inclusi grandi felini, elefanti, primati e orsi. La restrizione si estende anche agli ibridi fino alla quarta generazione, pur mantenendo escluse le specie domestiche come cani, gatti e cavalli. Questo provvedimento mira a garantire una maggiore protezione per la fauna selvatica.
La Transizione Verso uno Spettacolo Etico e Sicuro
La nuova legge ungherese è stata formulata per riflettere i più elevati standard di sicurezza e di rispetto etico. Il piano di transizione, elaborato da László Gajdos, Ministro per l'Ambiente Abitativo ed ex direttore dello zoo di Nyíregyháza, è stato concepito per essere graduale: gli animali attualmente ospitati nelle strutture circensi potranno rimanere in esse fino al termine naturale della loro vita, senza essere sottoposti ad addestramento o esibizioni. Questa iniziativa ha persino ricevuto l'appoggio del settore circense ungherese, con József Richter Jr., direttore del Circo Nazionale Ungherese, che ha espresso la volontà di accogliere l'elefante indiana Szandra, l'ultimo esemplare selvatico ancora attivo nel paese, nel Richter Safari Park, assicurandole un ambiente adeguato.
Il Contesto Italiano: Un Percorso Ancora Lento e Ostacolato
Mentre l'Ungheria si proietta verso un futuro di intrattenimento circense più etico, la situazione legislativa italiana rimane in una fase di incertezza. La Legge 106/2022 aveva previsto l'abolizione progressiva dell'uso di animali nei circhi, ma l'attuazione dei relativi decreti ha subito continui rinvii. Il Senato ha recentemente prorogato la scadenza al 31 dicembre 2026, lasciando migliaia di animali in condizioni di prigionia e soggetti a continui spostamenti. A ciò si aggiungono le decisioni del Consiglio di Stato, che hanno limitato l'autonomia dei Comuni nell'emanare divieti locali.
L'Urgenza di Agire: Basta Sfruttamento e Rinvii Ingiustificati
Le associazioni per la protezione degli animali denunciano che ogni ritardo legislativo si traduce in una prolungata e ingiustificabile negazione della libertà per gli animali. L'esempio ungherese dimostra chiaramente che è possibile trasformare gli spettacoli circensi, concentrandosi sulle capacità di artisti umani come acrobati e giocolieri, rendendo questa una responsabilità civile non più posticipabile. È imperativo che il governo italiano acceleri l'attuazione dei decreti, ponendo fine, in modo definitivo, a questa pratica ormai superata e anacronistica.
