Salute e Nutrizione

Maxi-sequestro di 10 milioni di euro per frode nel riso biologico nel Pavese

Sep 22, 20264 Min di Lettura

Una complessa indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia, ha svelato una vasta frode nel settore del riso biologico nella regione della Lomellina. L'operazione ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, coinvolgendo 14 imprese agricole e 17 persone accusate. Queste aziende avrebbero commercializzato circa 40.000 tonnellate di riso e altri cereali come prodotti biologici, nonostante fossero stati coltivati utilizzando fitofarmaci e fertilizzanti chimici non ammessi dalle normative sul biologico. La vicenda sottolinea l'importanza della vigilanza e la necessità di rafforzare le politiche di sostegno per un'agricoltura più equa e sostenibile, tutelando sia i consumatori che gli operatori onesti del settore.

L'inchiesta, avviata già nel 2023, ha preso le mosse da un'attenta analisi dei dati di produzione. Le banche dati pubbliche avevano infatti evidenziato rese per ettaro nelle aziende coinvolte che erano quasi il doppio rispetto alla media standard per le coltivazioni biologiche, un segnale chiaro di un'irregolarità. I primi interventi investigativi, condotti nei magazzini delle aziende agricole, avevano già portato al ritrovamento e al sequestro di ingenti quantità di pesticidi (11.500 litri) e concimi sintetici vietati (450 quintali), oltre a confezioni vuote che attestavano l'uso illecito di tali sostanze.

Gli accertamenti analitici successivi, effettuati dall'Icqrf sulle piantine coltivate, e le intercettazioni telefoniche hanno corroborato ulteriormente il quadro accusatorio. Il maxi-sequestro disposto dalla Procura di Pavia include circa 9,8 milioni di euro, ritenuti il profitto illecito ottenuto dalla vendita dei prodotti a prezzi maggiorati come biologici, e circa 400.000 euro di contributi della Politica Agricola Comune (PAC) percepiti indebitamente per un'agricoltura che, di fatto, non era sostenibile. Questa operazione dimostra l'efficienza dei sistemi di monitoraggio e la tempestività delle autorità italiane nel contrastare le frodi alimentari.

Sia FederBio che AssoBio hanno rassicurato il mercato e i consumatori, affermando che non ci sono rischi per la salute. Le aziende coinvolte erano state identificate e bloccate prima del raccolto del 2023, escludendole dai circuiti di certificazione biologica. Inoltre, la tracciabilità dei lotti precedenti era stata completamente ricostruita dagli organismi di controllo. La pressione economica sugli agricoltori, dovuta al calo delle rese a causa dei cambiamenti climatici, all'aumento dei costi di produzione e alla compressione dei prezzi da parte della grande distribuzione, crea un ambiente fertile per le tentazioni di frode. Per questo motivo, oltre ai controlli, sono fondamentali politiche agricole ed ecologiche a lungo termine che proteggano il reddito degli agricoltori onesti e la credibilità del biologico.

Questa operazione non solo evidenzia l'efficacia delle forze dell'ordine nel contrastare le pratiche fraudolente, ma pone anche l'accento sulla necessità di un sostegno continuo e mirato al settore agricolo. Solo attraverso un approccio integrato che combini rigore nei controlli, politiche di incentivazione e una maggiore consapevolezza dei consumatori, sarà possibile salvaguardare l'integrità del biologico e garantire un futuro sostenibile per l'agricoltura.

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