NaturaSì ha avviato un'iniziativa significativa proponendo un sovrapprezzo di 20 centesimi per ogni chilo di pane venduto. Questa azione mira a fronteggiare la crisi del settore cerealicolo italiano, caratterizzata da quotazioni di mercato basse che non coprono i costi di produzione per gli agricoltori. La campagna intende sensibilizzare i consumatori sull'importanza di sostenere la filiera agricola locale e garantire un "prezzo giusto" per il pane, in un contesto in cui la produzione nazionale di grano è in costante diminuzione.
La proposta di NaturaSì si inserisce in un dibattito più ampio sulla distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare. Mentre i consumatori sono sempre più attenti ai rincari, i produttori agricoli si trovano a operare con margini di guadagno estremamente ridotti. L'iniziativa, rivolta principalmente a una clientela già sensibile ai temi della sostenibilità e del biologico, cerca di creare un modello di responsabilità condivisa tra distribuzione e consumatori, integrando il valore del grano e fornendo un sostegno diretto agli agricoltori.
Sostenere la filiera del grano: la proposta di NaturaSì
NaturaSì ha presentato una campagna intitolata "20 centesimi oggi per avere pane anche domani", con l'obiettivo di raccogliere fondi aggiuntivi per gli agricoltori di frumento. Questo supplemento di 20 centesimi per ogni chilogrammo di pane acquistato nei loro punti vendita è concepito per assicurare una compensazione più adeguata ai coltivatori, sia di grano biologico che convenzionale. L'iniziativa risponde alla crescente disparità tra i costi di produzione e i prezzi di vendita del grano, che spesso non permettono agli agricoltori di coprire le spese. Il contributo, equivalente a circa 2 centesimi al giorno per un consumo medio di un etto di pane, riguarda esclusivamente il pane e non altri prodotti derivati dal grano, focalizzandosi sulla necessità di salvaguardare la produzione locale e la sicurezza alimentare.
La campagna di NaturaSì è una risposta diretta alla precarietà economica che affligge il settore cerealicolo italiano. I dati mostrano che le quotazioni del grano tenero biologico e convenzionale alla Borsa di Bologna sono talmente basse da non garantire la sostenibilità delle coltivazioni. Questo scenario ha portato a una significativa riduzione della produzione nazionale di frumento tenero (-21,4%) e duro (-9,3%) tra il 2006 e il 2025, e a un calo del 42% nel numero di aziende agricole italiane. Nel solo 2025, l'Italia ha dovuto importare una quantità considerevole di frumento per soddisfare il fabbisogno interno. L'iniziativa di NaturaSì mira a riequilibrare questa situazione, assicurando che una parte maggiore del ricavato vada direttamente ai produttori, favorendo così la resilienza e la vitalità delle coltivazioni.
Un nuovo modello di corresponsabilità tra consumatori e agricoltori
Il meccanismo del fondo proposto da NaturaSì prevede una rendicontazione trimestrale delle somme raccolte, con l'obiettivo di garantire ai produttori un aumento di 0,20 € al chilo rispetto ai prezzi di borsa stabiliti, rappresentando un incremento di circa il 60% rispetto alle quotazioni di base. A questo contributo dei clienti, NaturaSì aggiunge una propria integrazione che già supera il prezzo di borsa (tra 7 e 12 centesimi in più al chilo per il grano tenero e duro). Un sistema di conguaglio assicura che, se il ricavato non fosse sufficiente, NaturaSì coprirebbe la differenza; in caso di eccedenza, i fondi verrebbero distribuiti tra le aziende agricole biodinamiche della rete. Questo approccio si propone di ridurre la dipendenza degli agricoltori dalle fluttuazioni imprevedibili dei mercati finanziari, offrendo loro maggiore stabilità economica.
L'iniziativa di NaturaSì non solo cerca di affrontare le problematiche economiche degli agricoltori, ma intende anche promuovere una maggiore consapevolezza tra i consumatori riguardo alla catena di approvvigionamento alimentare. Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, ha sottolineato l'importanza di sostenere coloro che quotidianamente assicurano il cibo sulle nostre tavole. Sebbene la clientela di NaturaSì sia già orientata verso prodotti biologici e sostenibili, e quindi presumibilmente più disposta a contribuire, la campagna solleva interrogativi sulla volontà generale dei consumatori di accettare ulteriori rincari, soprattutto in periodi di inflazione. L'obiettivo finale è trasformare l'atto di acquisto in un gesto di sostegno concreto per la filiera agricola e il lavoro nei campi, sperando che questo modello possa ispirare un riequilibrio strutturale dei rapporti di forza in tutto il settore agroalimentare, dove oggi solo una piccola percentuale del costo finale di un prodotto arriva effettivamente al produttore.
