In Italia, l'emergenza climatica si manifesta con ondate di calore sempre più intense, soprattutto nelle aree urbane, dove si assiste a un fenomeno crescente di 'cooling poverty'. I quartieri più vulnerabili, spesso i più poveri, sono i più colpiti da temperature estive roventi che iniziano già a giugno. Questa allarmante situazione è stata dettagliatamente analizzata dalla campagna di Legambiente, intitolata 'Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste', condotta in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e RSE S.p.A. I dati raccolti mettono in luce disparità significative e sottolineano l'urgenza di interventi mirati per proteggere le comunità più esposte, promuovendo al contempo un approccio di adattamento climatico più equo e sostenibile.
L'indagine, svolta tra l'11 giugno e il 17 luglio in sei periferie di grandi città italiane come Napoli, Milano, Roma, Torino, Terni e Bari, ha rivelato temperature ambientali medie di 35,9°C nelle ore più calde. Particolarmente critico è stato il dato registrato nel quartiere Barriera di Milano a Torino, che l'8 luglio ha raggiunto i 39°C. Questi quartieri, caratterizzati da redditi medi più bassi, soffrono maggiormente della 'povertà di raffrescamento'. La ricerca ha evidenziato che ben il 64,4% delle infrastrutture e dei servizi monitorati (288 su 465) è direttamente esposto al sole nelle ore centrali della giornata, amplificando l'effetto del calore.
Ancora più preoccupante è la temperatura media delle superfici, che ha toccato i 45,3°C. Nelle zone più esposte, come il quartiere San Paolo a Bari, si sono registrati valori medi di 52°C. L'asfalto e le pavimentazioni gommate si sono rivelate le superfici più critiche: l'asfalto ha raggiunto una media di 52°C, con un picco di 62,7°C nel Parco Palatucci a Roma, mentre le superfici gommate hanno toccato i 66°C, con un massimo di 75,6°C nel Giardino Giuseppe Saragat a Torino. Al contrario, le aree ombreggiate hanno mostrato temperature notevolmente inferiori, con le superfici gommate a 33°C e l'asfalto a 35°C. Questo dato sottolinea l'importanza di spazi verdi e fontane, che non solo abbassano la temperatura, ma contribuiscono anche a ridurre l'inquinamento atmosferico e a mitigare le emissioni climalteranti.
Un'ulteriore evidenza riguarda l'anticipo delle ondate di calore, che negli ultimi undici anni (dal 2015 al 2025) si sono manifestate già nel mese di giugno. Questo ha comportato un aumento significativo dei quartieri con temperature superficiali diurne tra i 41°C e i 45°C. Milano, in particolare, ha visto un incremento di 62 quartieri in questa fascia di temperatura rispetto al 2015, quando erano solo 6. Roma, invece, rimane in 'allerta rossa' anche ad agosto, con 32 quartieri che raggiungono i 46-50°C e 71 che si attestano sui 41-45°C, numeri ben superiori rispetto a quelli registrati nel 2015.
Di fronte a questo scenario, Legambiente ha presentato al Governo sette proposte urgenti per un cambio di rotta nell'approccio all'adattamento climatico. Tra le misure chiave, vi è lo stanziamento di risorse economiche per attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), la definizione di un Piano specifico per l'adattamento delle aree urbane e costiere, e l'approvazione di un piano nazionale per i 'rifugi climatici' nelle città e durante i grandi eventi estivi. L'associazione sottolinea anche la necessità di campagne di informazione e sensibilizzazione, di nuove infrastrutture verdi e blu, e di un piano di riqualificazione energetica degli edifici. Questi interventi sono considerati fondamentali per rendere le città più resilienti e eque di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico.
In sintesi, le città italiane, e in particolare i loro quartieri più disagiati, si trovano ad affrontare un'escalation di temperature estreme. La 'cooling poverty' è una realtà che impone una riflessione profonda sulle disuguaglianze sociali e climatiche. La mancanza di aree verdi e l'eccessiva esposizione al sole delle infrastrutture urbane amplificano i rischi per la salute e il benessere dei residenti. È imperativo che le istituzioni adottino politiche innovative e risorse adeguate per la rigenerazione urbana e l'adattamento climatico, garantendo che nessuno sia lasciato indietro in questa sfida globale.
