Un terzo esemplare di lupo destinato all'abbattimento nella provincia di Bolzano ha ricevuto una sospensione della sua condanna. Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha accolto le richieste urgenti delle associazioni per la protezione degli animali, interrompendo provvisoriamente il decreto emesso l'11 settembre dal presidente della Provincia autonoma, Arno Kompatscher. Tale provvedimento mirava a permettere l'eliminazione del lupo, come stabilito dai piani provinciali per l'anno 2026, concentrando i controlli e le autorizzazioni nelle aree comunali di Ultimo e Castelbello-Ciardes.
La decisione di sospendere l'abbattimento del lupo deriva da un'iniziativa congiunta di diverse organizzazioni, tra cui LEAL, Federazione Nazionale Pro Natura, Green Impact ETS, AGR e l'Ente Nazionale Protezione Animali, rappresentate legalmente dall'avvocato Valentina Stefutti. Questa interruzione rimarrà valida fino alla seduta collegiale fissata per il 14 ottobre. In tale occasione, il giudice esaminerà anche la legalità degli abbattimenti dei primi due lupi, precedentemente autorizzati dalla giunta provinciale.
La disputa legale è sorta in seguito a una serie di attacchi predatori significativi registrati nelle malghe del comune di Ultimo. Tra il 15 giugno e l'8 settembre, si erano verificati 26 casi di pecore e capre morte o disperse, un bilancio che aveva spinto le autorità locali a intraprendere misure più severe. Nonostante ciò, il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa (TRGA) ha riconosciuto la gravità e l'urgenza della situazione, sottolineando che l'uccisione del lupo avrebbe causato un "danno irreversibile" prima di un'analisi approfondita del caso. Ha inoltre evidenziato che la stagione dell'alpeggio è ormai quasi terminata, riducendo notevolmente il rischio di ulteriori attacchi imminenti.
Di fronte a questa temporanea vittoria legale, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste hanno espresso grande soddisfazione. La presidenza nazionale dell'Enpa, attraverso Giusy D'Angelo, ha ribadito l'importanza di adottare strategie alternative alla soppressione fisica dei predatori. "Questo è un risultato significativo perché previene, in questa fase, un'azione irreversibile", ha dichiarato D'Angelo. "La sospensione dell'uccisione del lupo permette ora di riportare la questione al suo giusto contesto, quello della prevenzione, della scienza e della tutela della fauna selvatica."
L'associazione ha inoltre ricordato che in Italia il lupo è una specie rigorosamente protetta dalla legge 157/92, e ha insistito affinché le deroghe a tale protezione siano concesse solo in presenza di presupposti rigorosi e concretamente dimostrabili. "Continuiamo a sostenere un principio fondamentale per noi: anche se un lupo fosse identificato con certezza come responsabile di una predazione, la soluzione non può essere l'arma da fuoco. La risposta deve essere la prevenzione," ha aggiunto D'Angelo. "Mentre si dimostra una grande determinazione nell'autorizzare le uccisioni, manca una reale volontà di implementare misure preventive, che rimangono ampiamente trascurate. Proteggere gli animali da allevamento e supportare gli allevatori significa prevenire le predazioni, non uccidere un lupo dopo che queste sono avvenute. Oggi abbiamo ottenuto un risultato importante, ma la questione rimane aperta. La coesistenza non si costruisce attraverso le uccisioni. Si costruisce proteggendo gli animali allevati, fornendo un serio supporto agli allevatori e applicando la prevenzione. Questa è la strada che continueremo a difendere."
In sintesi, la sospensione dell'abbattimento del terzo lupo a Bolzano rappresenta una vittoria significativa per le associazioni animaliste. La decisione del tribunale sottolinea la necessità di privilegiare la prevenzione e la ricerca di soluzioni sostenibili per la coesistenza tra uomo e fauna selvatica, in conformità con le leggi di protezione degli animali.
