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Trasferimento Beluga e Delfini: Una Libertà Negata

Sep 03, 20263 Min di Lettura

Questa operazione di portata eccezionale segna la conclusione di una storia lunga oltre sessant'anni. Il trasferimento dei sei cetacei rimanenti dal parco acquatico di Marineland, situato a Niagara Falls, ha ufficialmente posto fine alla presenza di queste creature in cattività sul territorio canadese. In un periodo di circa cinque-sei settimane, un totale di 30 beluga e quattro tursiopi sono stati spostati attraverso sei trasporti altamente coordinati, che hanno utilizzato sia mezzi terrestri che aerei, inclusi aeromobili di grandi dimensioni come il Boeing 777.

Il Drammatico Viaggio dei Cetacei e il Dibattito sulla Loro Nuova Destinazione

L'imponente operazione di salvataggio ha scongiurato la minaccia di soppressione che aleggiava sulla struttura, a seguito della sua chiusura definitiva e del divieto governativo di vendita di animali alla Cina. La ridistribuzione dei cetacei ha coinvolto un consorzio di cinque importanti istituzioni a livello globale. Lo Shedd Aquarium di Chicago, ora casa di ben 17 beluga, inclusi i nuovi arrivati Gimli e Yukon, ha accolto parte di questi animali. Altre destinazioni includono le filiali di SeaWorld a San Antonio e San Diego, che hanno ricevuto 16 esemplari, il Georgia Aquarium di Atlanta, il Mystic Aquarium e l'Oceanogràfic València in Spagna, quest'ultimo divenuto il nuovo ambiente per tutti e quattro i delfini.

La decisione di svuotare le vasche di Niagara Falls è stata fortemente influenzata dall'approvazione, nel 2019, dell'"Ending the Captivity of Whales and Dolphins Act". Questa legge, promulgata dal Parlamento canadese, ha messo al bando la detenzione, la riproduzione e lo sfruttamento di balene e delfini per scopi di spettacolo. Nonostante la buona volontà dietro a questa iniziativa, il passaggio dalla struttura originale ai nuovi acquari si è rivelato un percorso complesso e privo di soluzioni ideali, segnato anche da eventi tragici, come la morte improvvisa del beluga ipovedente Peekachu a Chicago, poco dopo il suo trasferimento. La dottoressa Karisa Tang, veterinaria capo dello Shedd Aquarium, ha sottolineato come l'arrivo in questi nuovi ambienti rappresenti solo l'inizio di un delicato processo di osservazione. Per tutelare il benessere dei cetacei, i trasferimenti sono stati eseguiti suddividendo le balene in sotto-gruppi, al fine di preservare i legami sociali già esistenti e minimizzare lo stress legato all'adattamento.

Nonostante gli sforzi e le cure dedicate dai team veterinari, questa operazione di trasferimento evidenzia un profondo dilemma etico e biologico. Un animale nato o cresciuto in cattività non sviluppa le abilità essenziali per la sopravvivenza in natura, come la caccia, l'orientamento o l'integrazione nei gruppi selvatici dell'Oceano Artico. Di conseguenza, un rilascio diretto in natura non è fattibile e condannerebbe questi animali a una morte certa. La mancanza di santuari marini protetti e pienamente operativi costringe le istituzioni a un semplice spostamento degli animali da una struttura all'altra. Gli esemplari salvati dal parco canadese si trovano ora in acquari negli Stati Uniti e in Europa, dove, pur ricevendo attenzioni adeguate, continueranno a vivere entro confini artificiali. Il caso del Canada dimostra che, sebbene vietare i delfinari sia un passo cruciale, la vera sfida risiede nella creazione di alternative concrete affinché il salvataggio non si riduca a un'ennesima riproduzione di una vita in cattività.

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