Casa & Giardino

Trasformazione Residenziale: Un Ex Canonica Ottocentesca Rinasce con un'Estensione Contemporanea a Pordenone

Oct 07, 2026•7 Min di Lettura
Questa è la storia di come un antico edificio religioso ha trovato una nuova vita, trasformandosi in una residenza contemporanea che celebra il dialogo tra passato e futuro. L'intervento architettonico ha saputo fondere l'eleganza storica con soluzioni moderne, creando un ambiente unico e armonioso.

Un'architettura che unisce storia e innovazione con audacia

L'incontro tra tradizione e contemporaneità nell'area urbana di Pordenone

Nel cuore dell'ambiente urbano di Pordenone, una ex canonica risalente al XIX secolo è stata ingegnosamente trasformata in una dimora eclettica. Il progetto, realizzato dallo studio Locus Architetti, ha integrato volumi moderni con la struttura preesistente. I progettisti hanno voluto sottolineare una chiara distinzione tra i vari elementi, consentendo loro di interagire armonicamente senza tentare di uniformarsi.

La visione del progetto: un connubio tra passato e avanguardia

Concepito per una coppia di professionisti, l'edificio ora si presenta immerso in un vasto giardino. L'ampliamento, un padiglione su due livelli, si distingue visivamente come un blocco ligneo rivestito in alluminio, poggiante su una base cementizia. L'intento degli architetti era di unire l'eredità storica con un'espressione architettonica all'avanguardia, concependolo non come un semplice ingrandimento, ma come un fulcro che connette diverse epoche.

Spazi esterni e interni: un'affermazione di stile e semplicità

Esternamente, il design riflette uno stile contemporaneo ispirato allo 'stàvolo', tipica costruzione rurale friulana, attraverso le forme, i materiali e i colori scelti. All'interno, invece, si è privilegiata la pulizia degli spazi, favorire un'esistenza priva di eccessi materiali. Le proporzioni e i volumi sono stati attentamente studiati per trasformare la sobrietà in un'esperienza emozionale.

Un'infrastruttura domestica intelligente: organizzazione e fluidità degli ambienti

La residenza, estesa su 250 metri quadrati distribuiti su due piani, è organizzata attorno a un nucleo centrale in mattone al livello terreno. Questo elemento funge da perno strutturale, ospitando una boiserie su un lato e una parete attrezzata sull'altro, celando gli impianti e definendo i percorsi. Questa infrastruttura domestica guida i flussi e incornicia le viste, collegando le diverse funzioni senza interruzioni. Il piano superiore include tre camere da letto, due bagni, una cabina armadio e uno studio.

Il dialogo tra interno ed esterno: finestre come cornici naturali

Le aperture nelle pareti perimetrali e le soglie profonde creano una connessione visiva tra l'interno e l'esterno, trasformando il paesaggio in un elemento d'arredo vivente. Le stanze diventano quinte sceniche dove arredi, cielo e natura si fondono nel quotidiano. Le finiture interne, dai toni caldi e opachi, modulano la luce in modo ottimale, assicurando privacy pur mantenendo una relazione dinamica con l'ambiente esterno.

Un laboratorio sperimentale: l'evoluzione del linguaggio progettuale di Locus Architetti

Gli architetti descrivono questa casa come un vero e proprio laboratorio sperimentale, un progetto significativo che ha segnato l'inizio e l'affermazione del loro linguaggio progettuale distintivo. L'oblò circolare, un elemento ormai iconico dello studio Locus, caratterizza il patio coperto, simboleggiando una connessione metafisica tra gli spazi. Questo elemento invita a una contemplazione del cielo, rappresentando una filosofia di sovrapposizione che non annulla, ma trasforma e proietta verso il futuro, mantenendo salda l'essenza originaria.

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