Ambiente

Appello di Scienziati e Medici al Governo Italiano per la Qualità dell'Aria

Aug 31, 20264 Min di Lettura

Un raggruppamento di diciassette enti scientifici e medici ha rivolto un'istanza pressante al Governo italiano. La richiesta centrale è l'adozione puntuale e senza eccezioni della Direttiva europea 2024/2881 relativa alla qualità dell'aria ambiente. Tale direttiva, la cui trasposizione nell'ordinamento nazionale è fissata per l'11 dicembre 2026, si prefigge di innalzare gli standard di purezza dell'aria, allineandoli progressivamente alle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le associazioni firmatarie enfatizzano che la questione non è meramente normativa, ma rappresenta una priorità assoluta per la tutela della collettività, data l'ampia incidenza dell'inquinamento atmosferico sulla salute umana.

L'inquinamento atmosferico è riconosciuto come il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa, con un bilancio di oltre 300.000 decessi annuali imputabili. L'Italia, in particolare, è tra le nazioni più colpite, con circa 70.000 decessi stimati ogni anno a causa dell'esposizione a sostanze inquinanti nell'aria. Roberto Romizi, presidente di Isde Italia, ha evidenziato come qualsiasi dilazione o richiesta di esenzioni dall'applicazione dei nuovi parametri comporterebbe un prolungamento dell'esposizione a un pericolo prevenibile. I dati scientifici, ormai consolidati, dimostrano un legame diretto tra l'aria inquinata e l'insorgenza o l'aggravamento di malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e oncologiche, con particolare vulnerabilità per bambini, anziani e persone affette da patologie croniche.

Nonostante siano stati registrati alcuni progressi nella qualità dell'aria, come attestato dalle rilevazioni delle centraline ARPA e APPA, il ritmo di miglioramento non è ritenuto sufficiente a soddisfare i nuovi requisiti europei senza l'implementazione di politiche più decise. Questa situazione è confermata anche dai risultati del progetto 'Cambiamo aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane', un'iniziativa congiunta di ISDE Italia, Kyoto Club e Clean Cities Campaign. Tale progetto, che monitora i livelli di inquinamento, ha rilevato che, nei primi sei mesi del 2026, molte città italiane hanno quasi raggiunto il numero massimo di giornate consentite con concentrazioni di inquinanti, specialmente particolato, al di sopra delle soglie stabilite.

Le organizzazioni hanno espresso profonda inquietudine riguardo a recenti decisioni che potrebbero ostacolare il raggiungimento degli obiettivi europei. Tra queste preoccupazioni, spicca la riduzione dei fondi destinati a programmi specifici per il miglioramento della qualità dell'aria nella Pianura Padana, una delle regioni europee più compromesse dall'inquinamento. Inoltre, viene menzionata la proposta italiana del 17 marzo per una revisione dei target europei sulle emissioni automobilistiche e per una maggiore flessibilità delle scadenze, con la possibilità di una proroga fino al 2032. Questo ha sollevato dubbi sulla reale volontà di affrontare la problematica con la dovuta urgenza.

L'appello finale rivolto al Governo è per un'immediata e completa attuazione della Direttiva 2024/2881 entro la scadenza prefissata, evitando qualsiasi richiesta di deroga. Viene sottolineato che eventuali estensioni non sarebbero applicabili universalmente, ma limitate a contesti specifici. Il messaggio cardine è chiaro: l'inquinamento atmosferico è un rischio eliminabile, e pertanto lo Stato ha il dovere primario di ridurlo per proteggere la salute dei cittadini. Questo impegno, come ribadito nella lettera, si ricollega direttamente all'articolo 32 della Costituzione italiana, che sancisce la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse collettivo. L'adesione a questi principi è vista come un passo indispensabile per assicurare un futuro più sano per tutti.

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