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Caccia in Piemonte: Sospensione per la Pernice Bianca e Restrizioni per l'Allodola, Accolte le Istanza delle Associazioni

Sep 11, 20264 Min di Lettura

In una recente decisione che segna un punto importante per la protezione degli animali, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Piemonte ha deliberato la sospensione totale della caccia alla pernice bianca per l'intera stagione venatoria 2026/2027 e ha imposto limiti più stringenti ai prelievi dell'allodola. Questa pronuncia è giunta in risposta a un ricorso congiunto presentato da diverse organizzazioni animaliste, tra cui ENPA, Federazione Nazionale Pro Natura, OIPA e PAN, contro il calendario venatorio della Regione Piemonte. La sentenza, emanata il 10 settembre, evidenzia l'importanza della conservazione della pernice bianca, una specie che sta subendo un grave declino nelle Alpi.

La controversia legale ha visto le associazioni venatorie, i Comprensori, le Unioni di Comuni e la stessa Regione Piemonte sollevare numerose obiezioni sull'ammissibilità del ricorso delle associazioni ambientaliste. Tuttavia, il TAR ha ritenuto tali eccezioni prive di fondamento. Un aspetto chiave della discussione ha riguardato la partecipazione di PAN al procedimento, in quanto associazione non ufficialmente riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente. Nonostante ciò, il tribunale ha confermato la validità della sua presenza e delle sue istanze.

L'ordinanza del Tribunale Amministrativo, oltre a bloccare la caccia alla pernice bianca, ha stabilito che per l'allodola i prelievi non possano superare i numeri suggeriti dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Questa misura è stata accolta con favore dalle associazioni ambientaliste, che vedono in essa un passo fondamentale verso una gestione più responsabile della fauna selvatica, basata su dati scientifici e principi di conservazione.

Il dibattito sul calendario venatorio piemontese, tuttavia, è tutt'altro che concluso. Il TAR ha fissato un'udienza di merito per il 19 novembre 2026, durante la quale verranno esaminate ulteriori contestazioni avanzate dalle associazioni. Tra le questioni pendenti figurano la posticipazione della chiusura della stagione per diverse specie di uccelli acquatici e migratori, come beccaccia, germano reale e folaga, per le quali il tribunale non ha ravvisato l'urgenza di un intervento cautelare immediato.

Saranno inoltre analizzate problematiche come l'assenza di un Piano Faunistico Venatorio Regionale aggiornato, la pratica dell'immissione di fagiani d'allevamento, la mancanza di dati di censimento per la caccia alla volpe e le modalità di caccia vagante nel mese di gennaio. Le associazioni sperano che l'udienza di novembre possa portare a ulteriori modifiche del calendario, garantendo una maggiore protezione per la biodiversità locale.

Le organizzazioni coinvolte hanno espresso la loro gratitudine agli avvocati dello studio Fenoglio-Callegari di Torino, il cui impegno è stato cruciale per il raggiungimento di questo primo successo e per la tutela della legalità e degli ecosistemi naturali. La battaglia legale continua, ma questa prima vittoria conferisce slancio e fiducia per le future udienze.

In sintesi, la recente decisione del TAR Piemonte rappresenta un traguardo significativo per le associazioni ambientaliste e la conservazione della fauna, imponendo un divieto di caccia per la pernice bianca e restrizioni per l'allodola. Questo sviluppo sottolinea la crescente importanza della protezione degli animali selvatici e pone le basi per ulteriori discussioni e potenziali cambiamenti nel calendario venatorio regionale, garantendo che le future pratiche di caccia siano in linea con i principi di sostenibilità e tutela ambientale.

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