Il dibattito riguardante l'allevamento di animali destinati alla produzione di pellicce si arricchisce di nuove e autorevoli argomentazioni. Non si tratta più esclusivamente di una questione etica, bensì di una concreta emergenza sanitaria. Questo è il severo avvertimento lanciato da un gruppo di scienziati ed esperti di fama internazionale, attraverso un commento pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Regional Health – Europe. La loro richiesta all'Unione Europea è inequivocabile: è necessario vietare l'allevamento di animali da pelliccia per scongiurare la diffusione di pericolose malattie che possono trasmettersi dagli animali all'uomo.
Gli esperti sottolineano con forza che gli allevamenti di animali da pelliccia creano condizioni ideali per l'insorgenza e la propagazione di malattie zoonotiche. Questi ambienti, dove specie selvatiche come visoni, volpi e cani procioni sono tenute in spazi ristretti, favoriscono la rapida diffusione, l'adattamento e l'evoluzione di agenti patogeni, aumentandone la capacità di infettare l'essere umano. Casi come i focolai di SARS-CoV-2 e H5N1, documentati in diversi Paesi europei, testimoniano la serietà di tale minaccia. La dottoressa Joanna Swabe di Humane World for Animals Europe ha dichiarato che l'allevamento di animali per la pelliccia è una minaccia "insensata e del tutto prevenibile" per la salute pubblica, e che i semplici controlli sul benessere animale non sono sufficienti a eliminare tale pericolo. È quindi indispensabile un'azione risoluta da parte della Commissione per imporre un divieto totale.
L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), un'agenzia scientifica indipendente, ha già evidenziato che le problematiche legate al benessere di visoni, volpi, cani procioni e cincillà non possono essere risolte in modo efficace negli attuali sistemi di allevamento in gabbia. Inoltre, l'industria della pelliccia è in declino economico e comporta oneri significativi per la salute pubblica e l'ambiente, senza offrire soluzioni adeguate ai problemi di benessere animale o ai rischi sanitari. In Italia, nonostante il divieto del 2022, la situazione rimane critica con migliaia di visoni ancora detenuti in attesa di un decreto attuativo. Martina Pluda, direttrice di Humane World for Animals Italia, ha ribadito l'importanza di tale decreto e l'appello a favore di un divieto europeo.
Come evidenziato dal dottor Neil Vora della coalizione Preventing Pandemics at the Source, confinare specie selvatiche come i visoni in gabbia è intrinsecamente pericoloso per la nostra salute. Questi animali, in condizioni di estrema promiscuità, diventano "spugne per i virus", capaci di contrarre patogeni respiratori dall'uomo e reintrodurli nella popolazione in forme mutate. Un divieto di allevamento per la produzione di pelliccia nell'UE rappresenterebbe una misura concreta e preventiva, pienamente allineata con l'approccio "One Health", che promuove la salute interconnessa di esseri umani, animali e ambiente, e un esempio chiaro di prevenzione delle pandemie alla loro origine. È fondamentale che l'Europa adotti una decisione ferma, non solo per il benessere degli animali, ma per la salvaguardia della salute pubblica e per edificare un futuro più sostenibile e compassionevole.
