La Regione Campania ha compiuto un importante passo avanti nella protezione degli animali coinvolti negli spettacoli itineranti. Con l'approvazione di una nuova delibera, sono state stabilite linee guida operative che mirano a potenziare le verifiche sul benessere degli animali utilizzati in circhi, esibizioni e mostre faunistiche. Questa iniziativa introduce un insieme di strumenti tecnico-veterinari armonizzati, a disposizione delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) e dei Comuni, con l'obiettivo di garantire controlli rigorosi e completamente tracciabili su tutto il territorio regionale.
La Campania rafforza la tutela degli animali circensi in attesa di una legge nazionale
Il 6 novembre 2026, la Giunta regionale della Campania ha siglato una delibera fondamentale per il benessere degli animali nei circhi. Il cuore di questa nuova regolamentazione è l'introduzione di un innovativo 'Indice di Rischio', un sistema di punteggio da 0 a 100 che guiderà le autorità nell'organizzazione di ispezioni mirate. Questo indice valuterà attentamente aspetti cruciali come la documentazione, le tipologie di specie presenti, le condizioni di trasporto e stabulazione, oltre ai trascorsi degli operatori. L'assessora regionale alla Tutela degli animali, Fiorella Zabatta, ha enfaticamente dichiarato che lo svago e l'intrattenimento non possono in alcun modo giustificare la sofferenza di esseri senzienti. La formulazione di queste direttive ha beneficiato dell'attivo contributo di associazioni animaliste e del lavoro istituzionale condotto dall'ex consigliera regionale Roberta Gaeta, insieme alle educatrici cinofile Patrizia Colone e Veronica Garofalo.
Questa iniziativa campana, sebbene lodabile per il suo impegno a livello locale, mette in evidenza la persistente lacuna normativa a livello nazionale. Il percorso legislativo per superare l'impiego di animali nei circhi, avviato con la legge 175 del 2017 e proseguito con la legge delega 106 del 2022, che prevedeva l'eliminazione progressiva di tali pratiche, è ancora in stallo. I decreti attuativi ministeriali non sono mai stati emanati, e l'ultima proroga ha posticipato la scadenza al 31 dicembre 2026, lasciando gli enti regionali a operare con un quadro normativo frammentato. Il rafforzamento delle ispezioni in Campania non impone nuovi divieti di attendamento, ma stabilisce criteri di valutazione uniformi e l'obbligo di redigere una relazione annuale sulle irregolarità riscontrate, garantendo standard di vigilanza più elevati attraverso check-list e punteggi di rischio. Tuttavia, la piena tutela dei diritti degli animali sarà raggiunta solo con l'implementazione definitiva della legge nazionale, un obiettivo che le amministrazioni locali continuano a perseguire con gli strumenti a loro disposizione, in attesa che il Governo onori gli impegni presi.
Questo sviluppo in Campania ci fa riflettere sull'importanza dell'azione legislativa a tutti i livelli. È incoraggiante vedere come le regioni, di fronte all'inerzia centrale, possano farsi carico di questioni etiche così rilevanti. Tuttavia, la situazione attuale ci ricorda che, senza un impegno congiunto e decisivo a livello nazionale, il progresso rischia di essere parziale e frammentato. Speriamo che questa iniziativa campana possa servire da stimolo per un'accelerazione nell'attuazione della legge nazionale, garantendo finalmente una protezione completa e uniforme per tutti gli animali.
