Ambiente

Economia Circolare: L'Appello di FEAD per un Mercato Europeo dei Materiali Riciclati

Sep 03, 20268 Min di Lettura

Il riciclo rappresenta una leva strategica per la decarbonizzazione dell'industria europea e per il rafforzamento dell'autonomia e della resilienza dell'Unione. Tuttavia, affinché questo potenziale si traduca in un robusto mercato europeo delle materie seconde, la Federazione europea delle imprese del waste management (FEAD) evidenzia due ostacoli cruciali: la persistente debolezza e volatilità della domanda di materiali riciclati e un panorama normativo frammentato tra gli Stati membri. Le proposte di FEAD sono state formulate in vista del Circular Economy Act, la prossima legislazione europea sull'economia circolare attesa dalla Commissione europea in autunno, con l'obiettivo ambizioso di raddoppiare l'utilizzo di materia riciclata entro il 2030, attualmente al 12%.

Le Proposte di FEAD per un'Economia Circolare Forte

La Federazione europea delle imprese del waste management (FEAD) ha recentemente presentato una serie di proposte urgenti alla Commissione europea, in previsione del cruciale Circular Economy Act. Queste iniziative mirano a superare le sfide attuali e a plasmare un futuro più sostenibile per l'Europa, con un focus particolare sull'accelerazione della transizione verso un'economia circolare robusta e dinamica.

Uno dei punti cardine delle proposte di FEAD è l'introduzione di misure che possano garantire una domanda stabile e prevedibile di materiali riciclati. Attualmente, l'impiego di questi materiali, in sostituzione delle risorse vergini, si rivela insufficiente e soggetto a fluttuazioni significative, spesso legate ai prezzi delle materie prime tradizionali. Questa imprevedibilità rende difficile sostenere gli investimenti necessari nella raccolta, selezione e trattamento dei rifiuti, mettendo a rischio intere filiere del riciclo, come quella delle plastiche. Per contrastare questa tendenza, FEAD suggerisce di rafforzare gli obiettivi di contenuto riciclato, adottando una definizione armonizzata a livello europeo che consideri esclusivamente il materiale proveniente da rifiuti post-consumo, escludendo quelli pre-consumo, i materiali biobased e i sottoprodotti industriali già in circuiti controllati.

Un'altra proposta strategica riguarda l'introduzione di una componente "Made in Europe" negli obiettivi di contenuto riciclato. L'obiettivo è duplice: rafforzare la capacità di riciclo europea e favorire l'utilizzo di materiali post-consumo raccolti, selezionati e riciclati all'interno dell'Europa, includendo anche il Regno Unito e i paesi EFTA. I materiali riciclati importati sarebbero accettati solo se conformi a requisiti equivalenti e verificabili sul piano ambientale, sociale e qualitativo, con adeguati sistemi di controllo del mercato. Questa misura è particolarmente rilevante per il settore delle plastiche, per il quale FEAD chiede un requisito orizzontale di contenuto riciclato, affiancato da un'accelerazione degli interventi previsti nell'ambito dell'Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR).

Per stimolare ulteriormente la domanda, FEAD enfatizza il ruolo degli appalti pubblici, proponendo disposizioni vincolanti che privilegino i materiali riciclati europei e i prodotti realizzati con essi. L'associazione ritiene che un semplice obbligo di valutazione della circolarità non sia sufficiente a generare il segnale di mercato necessario per rendere economicamente sostenibili gli investimenti nella capacità di riciclo europea. A ciò si aggiunge la proposta di un'eco-modulazione dei contributi EPR (responsabilità estesa del produttore), attraverso un sistema obbligatorio e trasversale che premi l'impiego certificato di materiale post-consumo riciclato prodotto in Europa.

Sul fronte dell'offerta, FEAD individua nella frammentazione delle norme sulla "cessazione della qualifica di rifiuto" (End of Waste) un ostacolo significativo. Materiali pienamente recuperati in un paese possono essere ancora classificati come rifiuti in un altro, impedendo gli scambi transfrontalieri e ostacolando la creazione di un mercato unico delle materie seconde. Per questo, la federazione chiede l'accelerazione nella definizione di criteri End of Waste europei per filiere strategiche come carta, cartone, compost, digestato, ceneri pesanti da incenerimento e gesso. Inoltre, propone l'armonizzazione delle discipline nazionali e il mutuo riconoscimento degli End of Waste già definiti dai singoli Stati membri.

Una proposta innovativa è l'istituzione di un registro europeo dei regolamenti nazionali sull'End of Waste. Questo sistema raccoglierebbe le diverse disposizioni nazionali, previa verifica di coerenza normativa da parte della Commissione europea, simile al Recer italiano. FEAD sottolinea l'importanza di mantenere la possibilità di ricorrere a regimi nazionali, data la vasta gamma di flussi e processi di fine vita dei rifiuti, specialmente a livello locale. L'abolizione di questi strumenti senza criteri europei ben definiti rischierebbe di ostacolare l'innovazione invece di promuovere l'integrazione del mercato.

Le indicazioni di FEAD ora attendono di essere tradotte in misure concrete dalla Commissione europea, con l'obiettivo di rafforzare la domanda di materiali riciclati, sostenere la capacità di riciclo europea e rimuovere le barriere normative alla circolazione delle materie seconde.

Le proposte avanzate da FEAD offrono una visione chiara e pragmatica su come l'Europa possa accelerare la sua transizione verso un'economia circolare. Sottolineano l'importanza di un quadro normativo coeso e di incentivi economici mirati per superare le sfide attuali. Il Circular Economy Act ha l'opportunità di essere un catalizzatore per un cambiamento profondo, ma il successo dipenderà dalla capacità della Commissione europea di integrare queste indicazioni in politiche concrete che favoriscano non solo il riciclo, ma anche la creazione di un mercato unico dinamico e resiliente per i materiali riciclati, garantendo così benefici ambientali ed economici a lungo termine per tutti gli Stati membri.

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